Tasse più care, scatta l’aumento della Tasi
L’AQUILA. La Tasi (tassa sui servizi indivisibili) è nel mirino del Comune. La tassa, infatti, potrebbe essere «adeguata» come dice l’assessore al Bilancio del Comune, Lelio De Santis, passando dal 2...
L’AQUILA. La Tasi (tassa sui servizi indivisibili) è nel mirino del Comune. La tassa, infatti, potrebbe essere «adeguata» come dice l’assessore al Bilancio del Comune, Lelio De Santis, passando dal 2 per mille della rendita catastale al 2,5 per mille. «Si tratta di un adeguamento in quanto tutti i capoluoghi di regione si attestano intorno al 3,3 e le stesse città di Pescara, Teramo e Chieti hanno imposte più alte dell’Aquila», spiega l’assessore. «Il resto della tassazione, invece, è subordinato alle promesse fatte dal governo». Proprio il governo, infatti, ha tagliato al Comune 7,5 milioni dal fondo straordinario e circa 9 milioni dal fondo di solidarietà. «Ci è stato assicurato che questi soldi torneranno indietro con il decreto legislativo per gli enti locali», continua De Santis, «ma per il momento non abbiamo ancora certezze. Non voglio fare l’esattore, ma con tagli del genere saremmo costretti ad aumentare la tassazione». È per questo che il bilancio di previsione, pronto già da febbraio scorso, non viene ancora approvato dalla giunta e neppure presentato in consiglio. Lo strumento finanziario, infatti, comincerà il proprio iter quando ci sarà l’ok da parte del governo. Ma se i fondi promessi non dovessero arrivare sarà necessario agire su tasse e servizi, incidendo anche su Tari e Imu. I tempi per decidere con calma, tuttavia, ci sono: la data in cui deve essere presentato il bilancio, infatti, è slittata dal 30 maggio al 30 luglio. «Ci auguriamo», conclude l’assessore, «che in questo lasso di tempo il governo possa trovare il modo di mantenere le promesse».
Michela Corridore
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