Tassi usurai sugli affitti: assolti i titolari di Agorà

6 Maggio 2023

L’AQUILA. Erano accusati di aver applicato tassi usurari su canoni di locazione non corrisposti con l’aggravante di aver commesso il fatto in danno di persone che svolgono attività imprenditoriale,...

L’AQUILA. Erano accusati di aver applicato tassi usurari su canoni di locazione non corrisposti con l’aggravante di aver commesso il fatto in danno di persone che svolgono attività imprenditoriale, professionale o artigianale. La Corte d’Appello dell’Aquila ha assolto i proprietari del centro commerciale Agorà di Coppito. Si tratta di Ernesto Chiccetti e di Gianfranco Di Stefano, tutti assistiti dall’avvocato Fabio Alessandroni. Nel processo era coinvolto anche Pio Cicchetti, poi deceduto. Il pubblico ministero, Fabio Picuti, aveva chiesto la condanna degli imputati a 2 anni e sei mesi di reclusione oltre al pagamento di una multa di 10mila euro. Gli imputati erano stati assolti anche in primo grado dal Tribunale dell’Aquila in composizione collegiale che si era pronunciato il 29 gennaio del 2019 sollevando tutti dalle accuse perché il fatto non sussiste. Nell’appello, però, il pubblico ministero aveva sostenuto che la penalità dell’8 per cento del canone mensile non versato in maniera puntuale, applicata dai proprietari del centro commerciale ai locatari, era da ritenersi tasso usurario poiché superiore alla soglia individuata nei decreti del ministero delle Finanze. I contratti di locazione erano stati stipulati nel 2012 e nel 2016, nella difficile situazione del post sisma quando in città a fronte di un’elevata domanda per la locazione di immobili ad uso commerciale corrispondeva un’offerta assai ridotta visto il limitato numero di edifici agibili. Chiamati a pronunciarsi sul ricorso, i giudici hanno ritenuto di dover confermare la sentenza di primo grado accogliendo quanto sostenuto dal difensore, ovvero che è possibile configurare il tasso usurario solo in caso di mutuo o di prestito bancario, ma non in un contratto di locazione dove è possibile apporre una clausola penale anche dell'8 per cento mensile quale forma anticipata di risarcimento del danno in caso di mancato pagamento dei canoni.
Contrariamente a quanto sostenuto dal consulente tecnico del pm. (f.d.m.)
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