Tavolini e sedie fuori dai locali: ecco le prime diffide dei residenti

21 Aprile 2024

Gestori in attesa del via libera, ma alcuni cittadini già si rivolgono agli avvocati per invocare regole certe «I dehors non possono arrecare pregiudizio alle persone». Il tema dei rumori e dei mezzi di soccorso

L’AQUILA. Commercianti aquilani ai nastri di partenza in attesa del via libera a tavolini all’aperto e dehors. E mentre il Comune studia le carte e si appresta a rilasciare le prime autorizzazioni sull’occupazione di suolo pubblico, spuntano però le prime diffide da parte dei residenti del centro storico che si sono rivolti a uno studio legale. Tanto che già si preannuncia un’estate di musica, movida e battaglie legali. Solo un monito, per il momento. Ma che dopo l’incendio nella pizzeria Peperoncino in piazza Duomo di due sabati fa – e le relative difficoltà logistiche nei soccorsi – suona come un vero e proprio allarme inascoltato, considerato che la prima diffida del 2024 reca la data dello scorso 21 marzo. E nel testo si fa esplicito riferimento alla necessità di transito dei mezzi di soccorso, che a breve potrebbero essere chiamati a intervenire facendo lo slalom tra cantieri, arredi urbani, soste selvagge e dehors.
LA DIFFIDA
La cittadina vive in un appartamento che si affaccia su una delle vie del centro storico nel cuore della movida, lungo la quale, la scorsa estate, il Suap ha autorizzato tre attività a collocare dei dehors «consistenti, in sostanza, in alcuni tavoli all’aperto destinati alla mescita di bevande. Per le ridottissime dimensioni della via in oggetto, larga poco più di tre metri», si legge nella diffida, «il rumore prodotto dagli avventori viene amplificato a dismisura e ha prodotto, fino a tardissima notte, un disturbo intollerabile per la cittadina, la quale è stata privata non solo del sonno, ma anche della possibilità di godere liberamente della sua sfera privata, invasa da un costante fragore che impediva di avere una normale conversazione, di guardare la televisione o ascoltare la radio», prosegue la diffida di una residente del centro storico rappresentata dagli avvocati Claudia Aloisio e Fausto Corti. «Da qualche settimana la cittadina sta ospitando a casa sua il padre ultra90enne, reduce da una degenza ospedaliera: ha quindi la necessità che non solo venga garantito loro il riposo, ma che la via sia percorribile liberamente da un’ambulanza, nel caso in cui ve ne fosse bisogno». Avvocati che quindi ricordano in punta di diritto: “Nel caso in cui l’installazione sia realizzata, anche parzialmente, sulla carreggiata, l’ingombro del manufatto dev’essere tale da mantenere liberi da qualsiasi tipo di occupazione gli spazi necessari al traffico dei mezzi di soccorso e dei Corpi di polizia, oltre che dei mezzi adibiti alla raccolta dei rifiuti solidi urbani e, comunque, detti spazi non devono essere inferiori a metri lineari 2,50”. È evidente che, essendo la via in questione larga poco più di tre metri, tale previsione esclude alla radice che possano essere autorizzati dehors lungo di essa, poiché impedirebbero inevitabilmente l’accesso ai mezzi di soccorso. Si ricorda, altresì, che, in ogni caso, l’eventuale autorizzazione del dehors non potrebbe avvenire se non previa predisposizione della “Documentazione di previsione di impatto acustico”» e che «se dalla previsione di impatto acustico emerge la potenziale produzione di rumore superiore a quello soglia previsto a norma di legge, la domanda di licenza o di autorizzazione all’esercizio delle attività produttive “deve contenere l’indicazione delle misure previste per ridurre o eliminare le emissioni sonore causate dall’attività o dagli impianti, ai fini del rilascio del nulla osta da parte del Comune”. Ne consegue che, per il suo rilascio, sarà necessaria la preventiva redazione della documentazione previsionale d’impatto acustico». In ogni caso, il dehors non deve arrecare «pregiudizio alle persone».
©RIPRODUZIONE RISERVATA