Tavolino selvaggio, denunciati tre baristi

Scattano sigilli per i dehors e sequestro degli arredi: maxi multe. La polizia locale: «Impedivano il passaggio dei pedoni»
AVEZZANO. Giro di vite della polizia locale sui dehors in città, le strutture esterne a bar, ristoranti e pizzerie: scattano denunce, sanzioni, divieto d’uso dei locali aggiuntivi per tre bar del centro, nonché un sequestro di tavoli e sedie. Gli agenti del Reparto patrimonio, ambiente ed edilizia, guidati dal capitano Adriano Fedele, hanno contestato una serie di violazioni a diversi operatori con in cima alla lista «l’assenza di permessi a costruire e l’invasione di suolo pubblico senza le prescritte autorizzazioni del Comune». Per i proprietari dei dehors, che ovviamente possono impugnare le contestazioni, la polizia locale ha emesso verbali da 6.500 euro e intimato la rimozione delle strutture esterne giudicate irregolari: in caso contrario, ovvero se il personale del terzo reparto, nel corso di ispezioni successive, accerterà l’inosservanza del provvedimento, scatterà il sequestro finalizzato alla confisca.
ILLECITI CONTESTATI. L’operazione di verifica sul rispetto delle norme, disposta dal comando della polizia locale guidato da Luca Montanari, che sarebbe legato anche «all’assenza del rispetto nei confronti dei passanti costretti a scendere dal marciapiede e transitare sulla carreggiata con serio nocumento per le fasce deboli, bambini anziani e portatori di handicap», ha interessato i dehors sparsi nel Quadrilatero compreso tra via Roma, via Monte Velino, via Montello e via XX Settembre. Numerose le violazioni contestate: l’assenza di autorizzazioni, l’ampliamento oltre la superficie concessa dall’Ente, l’omesso pagamento della Tosap, la realizzazione di dehors diverso per caratteristiche strutturali rispetto all’autorizzazione.
DENUNCE E DIFFIDE. Per l’assenza del permesso a costruire, i titolari di tre attività in centro sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per invasione di area pubblica e invitati dagli agenti coordinati dal capitano Fedele a bloccare le vendite nei dehors irregolari: due solo avrebbero stoppato l’uso dei locali esterni, mentre il terzo no.
IL SEQUESTRO. In uno dei locali, gli agenti, con l’ausilio degli operai del Comune, hanno messo in atto un sequestro amministrativo cautelare: tavoli e sedie, caricate su un camion, sono stati depositati nei magazzini del municipio.
ALTRE ISPEZIONI. Gli agenti hanno verificato anche i titoli principali per l’attività di somministrazione alimenti e bevande, autorizzazione dei locali, agibilità, Dia sanitaria, requisiti igienici sostanziali, quali i servizi igienici destinati agli avventori e al personale, nonché professionali del titolare o del preposto all’attività.
ASSENZA SERVIZI IGIENICI. Un altro esercizio pubblico, operativo nel centro città, è risultato privo dei servizi igienici destinati al pubblico: per il titolare è scattata una sanzione di 3mila euro, mentre è scattata la segnalazione all’Asl e al Suap mirata ad attivare le procedure per la sospensione dell’attività fino alla messa in regola. Globalmente, su questo fronte, la polizia locale ha emesso varie sanzioni a più attività per un totale di 10mila euro.
PRECEDENTI. Nella prima tranche di verifiche sui 40 dehors del Quadrilatero gli agenti hanno accertato sei situazioni irregolari su otto. Due su sei erano completamente abusivi. Gli operatori avevano optato per il fai-da-te, allestendo gli spazi esterni senza chiedere le autorizzazioni per l’occupazione del suolo pubblico. Violazione costata 700 euro a testa con l’obbligo di ripristinare lo stato dei luoghi entro 5 giorni, pena una nuova multa di 450 euro e la confisca degli attrezzi. Gli altri quattro, invece, furono multati per aver occupato uno spazio superiore all’autorizzazione (2) e per aver invaso lo spazio riservato ai pedoni (2). Per tutti la sanzione fu di 450 euro con diffida a mettersi in regola. Ora il cerchio si è chiuso.
PRIMI MALUMORI. Seppur in formula riservata gli addetti ai lavori, qualcuno intenzionato a impugnare gli atti, ritengono i provvedimenti della polizia locale «un po’ troppo rigidi, con il rischio di creare ripercussioni sulle attività già in difficoltà per la crisi».
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