Teatro comunale, altri due anni di lavori

Intanto riemerge antico fondale del palcoscenico risalente al 1820. Miglioramento sismico, iter fermo al Genio civile
L’AQUILA. Un fondale del palcoscenico risalente al 1820. È lo straordinario rinvenimento effettuato nel cantiere del Teatro comunale insieme ad alcune preziose decorazioni a rilievo sulle volte d’ingresso. Scoperte che, tuttavia, non sarà possibile apprezzare presto. «Per il termine dei lavori bisognerà aspettare almeno due anni», spiega il responsabile unico del procedimento Augusto Ciciotti, del Segretariato regionale Beni culturali.
I RITROVAMENTI. «Nel corso dei lavori di ricostruzione e consolidamento del teatro comunale sono riaffiorate delle meravigliose decorazioni a rilievo sulle volte dell’ingresso ed è stato ritrovato un fondale del palcoscenico, risalente al 1820», racconta il sindaco Pierluigi Biondi, che venerdì scorso ha effettuato un sopralluogo. Oltre a Errico Centofanti, uno dei fondatori del Tsa, erano presenti i rappresentanti dell’ente e l’architetto Elisabetta Fabbri, uno dei massimi esperti internazionali di edifici teatrali, capogruppo della progettazione preliminare e definitiva del teatro comunale. La Fabbri si è occupata, tra le altre cose, della parte monumentale della Scala, della ricostruzione della Fenice e del Petruzzelli. «Siamo davanti a una ricostruzione complessa, fatta di interventi di altissimo livello. Ringrazio il ministero per aver messo a disposizione le migliori professionalità e competenze a servizio della comunità aquilana nell’opera di recupero di uno dei suoi simboli identitari» ha osservato il sindaco. «Il Comune, quale proprietario dell’immobile, insieme alla Soprintendenza, ha un unico obiettivo: quello di riconsegnare al più presto l’edificio alla città, ma anche di assicurarsi che gli interventi tecnico-teatrali, come quello sul palcoscenico, vengano eseguiti secondo il progetto dell’architetto Fabbri».
DUE ANNI. Gli interventi, appunto, non potranno terminare prima di due anni, come precisa lo stesso Ciciotti: «Entro fine luglio sarà completato il secondo lotto, per il quale è stato utilizzato un finanziamento da 10 milioni circa». Nei primi anni post-sisma c’era già stato un primo intervento di messa in sicurezza. Il terzo lotto è già stato finanziato con delibera Cipe per circa 6 milioni. «Bisogna completare gli impianti, le pavimentazioni, la scenotecnica (palcoscenico, torre scenica, graticcio), gli arredi e realizzare un intervento di miglioramento sismico depositato al Genio civile per l’autorizzazione», continua. «La struttura è molto grande e impegnativa, ci sono spesso sorprese e imprevisti. Per quanto vorremmo essere rapidi, i tempi non potranno essere brevissimi perché dovremo attuare nuove procedure amministrative. Il rapporto contrattuale con le ditte di quest’appalto è terminato, bisognerà probabilmente individuarne altre».
IL SOTTOTETTO. Con una verifica sismica in corso d’opera, i tecnici si resi conto che è necessario completare gli interventi di consolidamento, cominciati con il primo lotto. «Abbiamo dato la priorità proprio a questi», continua Ciciotti. «Ormai manca solo la parte specifica del miglioramento sismico per cui attendiamo l’autorizzazione del Genio civile. Dovremmo sostanzialmente lavorare nel sottotetto, realizzando una cordolatura perimetrale e due capriate metalliche. Riusciremo probabilmente a lavorare senza dover smantellare la copertura. A quel punto la parte strutturale, eccetto per una scala ancora da realizzare nella torre scenica e un corpo servizi, sarebbe finita. Bisognerà poi allestire i macchinari dei vari impianti, come quello dell’evacuazione fumi e l’antincendio e passare alle finiture».
LA FACCIATA. Qualcosa potrebbe cambiare anche visivamente per chi passa davanti al teatro. «Abbiamo ritenuto opportuno arretrare nettamente la recinzione e farla correre a ridosso dei primi gradini della quota di accesso al teatro, cercando di renderla permeabile alla vista», conclude l’architetto. «Verranno tolti i pannelli che occultano la vista e posizionati dei grigliati, in tal modo si potrà apprezzare anche il lavoro fatto in facciata che, completamente consolidata e restaurata, adesso presenta anche gli intonaci ottocenteschi».
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