Teatro comunale, lavori a rischio Servono ulteriori cinque milioni

Le preoccupazioni espresse dai tecnici ribadite in occasione delle Giornate del Fai con 1.200 visitatori Ciciotti (Segretariato beni culturali): «Ci auguriamo che la situazione possa essere sbloccata presto»
L’AQUILA. Le Giornate d’autunno del Fai, domenica scorsa, hanno fatto riscoprire agli aquilani la bellezza del Teatro comunale, inaccessibile dal 2009, mentre vanno avanti le procedure per permetterne una definitiva riapertura nell’arco del prossimo anno. È stata firmata nei giorni scorsi, infatti, una determina da parte del segretario regionale ad interim ai beni culturali, Federica Zalabra, per affidare l’incarico di verifica del progetto. A occuparsene sarà la ditta Euros di Guardiagrele, per un importo di circa 20mila euro. Resta da risolvere, tuttavia, la questione economica: dagli ultimi computi fatti, anche alla luce dei rincari dei materiali e della manodopera, i fondi stanziati non sono sufficienti per il completamento dei lavori. A mancare all’appello sono circa cinque milioni di euro.
SUCCESSO DELLE GIORNATE FAI
«Circa 1.200 persone domenica scorsa hanno visitato il cantiere del teatro», spiega il Fai in una nota. «È stata un’occasione straordinaria per tornare ad ammirare un gioiello della nostra architettura civile sul quale riaccendere i riflettori». Proprio all’indomani dell’apertura straordinaria, è stata firmata la determina per l’affidamento della verifica del progetto: un passaggio necessario prima di poter dare il via all’ultima tranche di lavori. Se molto è già stato fatto nella struttura (sono stati spesi 10 milioni lordi), infatti, tanto è ancora da fare: interventi di miglioramento sismico, l’impiantistica, la scenotecnica, le finiture architettoniche e gli arredi.
MANCANO I FONDI
Il problema, adesso, è quello dei fondi. Oltre ai 10 milioni spesi, infatti, sono a disposizione del Segretariato altri 8 milioni e 300mila euro lordi: una cifra insufficiente al completamento delle opere. «Abbiamo ricevuto nelle scorse settimane il piano di sicurezza e coordinamento», spiega il direttore dei lavori del Segretariato, Augusto Ciciotti. «In questo vengono stimati i costi della sicurezza che sono aggiuntivi all’importo dei lavori computati». Già nei mesi scorsi, infatti, è stata fatta la richiesta al ministero di uno stanziamento straordinario di cinque milioni, che tuttavia tarda ad arrivare. «È stato messo al corrente del problema anche il sindaco», continua Ciciotti. «Se la situazione non si sbloccherà prima dell’inizio dei nuovi lavori, saremo costretti ad appaltare quanto nella disponibilità finanziaria attuale, per poi attendere un altro finanziamento». L’iter per il completamento delle opere, dunque, rischia di allungarsi e di far saltare la tanto attesa riapertura. «La carenza di fondi certo condiziona il termine di ultimazione dei lavori», conclude l’architetto. «Ci auguriamo che la matassa possa essere sbrogliata presto».
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