Teatro comunale, recupero ancora lontano

Il Passo Possibile: «Interrogazione sui lavori lenti e travagliati. Tutto fermo anche al San Filippo»
L’AQUILA. «Il recupero del Teatro comunale e dei luoghi culturali cittadini è fermo e non si conoscono le ragioni». A scendere in campo è il gruppo consiliare Il Passo Possibile che parla di una ricostruzione «lenta e travagliata».
«L’Aquila è ancora molto lontana dal riappropriarsi del suo glorioso Teatro comunale, sulla falsa riga di molti altri progetti dell’amministrazione Biondi per i quali la città, a fronte del poco realizzato rispetto ai continui annunci, pare destinata ad attendere migliori fortune. Una ricostruzione, quella del maggior presidio culturale cittadino che, oltre agli innumerevoli ritardi e altre amenità burocratiche, persino il fallimento della ditta aggiudicatrice dei lavori, sconta un’incapacità progettuale e di spesa dell’amministrazione, inconcepibili in tempi di ingenti disponibilità concesse dal Pnrr».
Per i consiglieri comunali Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Massimo Scimia e Alessandro Tomassoni, «è giusto che sindaco e vicesindaco diano spiegazioni sul totale immobilismo in cui versano i lavori nella struttura ormai da anni e che giustifichino i continui proclami sulla (finta) riconsegna alla città più volte annunciata proprio per il 2023, a 150 anni dalla sua fondazione, nonostante si sapesse da tempo che la dotazione finanziaria prevista per circa 7 milioni di euro non sarebbe bastata. Si dica ai cittadini per quanto tempo dovranno accontentarsi del Ridotto. Tutto ciò frutto dell’imperdonabile inerzia programmatoria che si riflette ancor più in quella generalizzata insufficienza di spazi culturali più volte lamentata da associazioni e istituzioni cittadine. Oltre al Teatro comunale, scontiamo ancora il mancato recupero del San Filippo, di cui non si sa nulla dal 2017, dell’auditorium del Castello, del teatro Sant’Agostino, del Cinema Massimo, e dello stesso Palazzo Margherita, sede prestigiosa della municipalità, riaperto in fretta e furia solo per esigenze di campagna elettorale e ad oggi ancora inesorabilmente chiuso». E poi le frazioni. «Certo, ci sono luoghi dove la bellezza e la cultura non arrivano nemmeno, e parliamo delle frazioni, in cui le iniziative di pregio sono a cura o delle Amministrazioni separate dei beni di uso civico o per iniziativa privata. Vista la situazione non possiamo rimanere indifferenti», concludono i consiglieri, «motivo per cui, presenteremo un’interrogazione su quanto denunciato».
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