Teatro e Cattedrale al palo: tutti i cantieri da completare

9 Aprile 2024

Scuole, chiese, musei e sedi di enti: lavori a rilento o non ancora decollati

L’AQUILA. Teatri, chiese, scuole, musei, castelli. Alcuni ancora puntellati, in altri gli operai sono al lavoro, ma ci vorrà del tempo per riaprirli. La ricostruzione pubblica, a 15 anni dal sisma, è il vero “tallone d’Achille” di una città che ha dimostrato di avere la forza fisica e sociale per rialzarsi. È sufficiente fare un giro in centro storico per imbattersi, qua e là, nei “buchi” rimasti tali nel tempo. E non si tratta di edifici di poco conto, ma di simboli sociali, culturali e di aggregazione che, per una comunità, fanno la differenza. Nessuno si azzarda a fare previsioni – in passato sono state puntualmente disattese – ma è certo che, su questo fronte, è necessario imprimere un’accelerazione. Lo stesso presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato, nell'anniversario del terremoto, di «ricostruzione come di un dovere morale». Nel lungo elenco di edifici pubblici da restituire alla città figurano il duomo, il teatro comunale, il Forte spagnolo, l'ex scuola De Amicis, Palazzo Centi, il museo del convento di San Giuliano. E ancora, la biblioteca Tommasi, il convitto nazionale, gli uffici di presidenza della Provincia e diverse scuole.
RICOSTRUZIONE A RILENTO
Per comprendere meglio lo stato dell’arte è bene partire dai numeri forniti dall’Usra che, su 758 interventi totali, ne indica 122 ancora in attuazione e 364 conclusi per un costo complessivo di 2 miliardi 488 milioni 205.870 euro, di cui finanziati finora 2 miliardi 336 milioni 962.743 euro ed erogati 1 miliardo 822 milioni 389.901 euro.
Cifre e numeri che combaciano con quanto visibile, oggi, in città. «La ricostruzione degli edifici pubblici, fin dall’inizio, ha rappresentato un problema», dice Vladimiro Placidi, ex assessore comunale alla ricostruzione pubblica dal 2009 al 2012 ed esperto di Beni culturali. A lui si deve il decreto 24 del 2010, che riuscì a dirottare sull’Aquila qualcosa come 100 milioni di euro di finanziamenti per ridare vita ai palazzi pubblici, alle chiese e alle scuole.
«Nello stesso decreto», spiega, «fu previsto un accordo di programma tra enti dello Stato e Comune per portare avanti la ricostruzione pubblica impegnando tutte le forze sul campo». A rallentare il processo di ricostruzione, da un lato il sottodimensionamento degli uffici pubblici, «a partire da Sovrintendenza e Segretariato», afferma Placidi, «dall’altro le procedure di gara portate avanti, fino a qualche tempo fa, in modo ordinario senza deroghe speciali per il territorio colpito dal sisma. Dal 2018, inoltre, sono intervenute nuove norme che hanno reso più complessi i passaggi tecnici».
CANTIERI APERTI
Dopo 14 anni e un iter burocratico tortuoso hanno preso il via, a febbraio dello scorso anno, i lavori di restauro della cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, che dovrebbero durare 5 anni: un primo stralcio di lavori, da 18,1 milioni di euro, è stato già interamente finanziato dal ministero della Cultura e permetterà di intervenire nell’area della cupola e dell’abside pesantemente danneggiate. La chiesa di San Marco, in centro, su cui ha competenza il ministero dei Beni culturali, è ferma al 2009. Qui, però, manca ancora la progettazione. Diversa la situazione di Palazzo Centi, dove il presidente della Regione, Marco Marsilio, si è recato di persona il 6 aprile per verificare a che punto sono i lavori. «C’è una perizia di variante che si è ormai chiusa. Questo primo stralcio del lavoro consentirà il ripristino dell’agibilità e, quindi, del collaudo statico entro il 2025», dice Marsilio.
SI ATTENDE IL TEATRO
Lavori in corso da anni al teatro comunale dell’Aquila, un vero gioiello della città la cui riapertura è slittata più volte. Il Comune è riuscito a trovare altri 5 milioni di euro per il completamento dell’opera, come annunciato dal sindaco, Pierluigi Biondi a febbraio scorso, «soldi assicurati dal ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano». Difficile, al momento, fare una stima sui tempi di riapertura per completare parte dell’intervento strutturale, l’impiantistica, il proscenio e ripristinare gli arredi interni.
I lavori di recupero del Castello cinquecentesco sono ripartiti a settembre 2023. Complessivamente ci sono 26 milioni di fondi Cipess per ultimare il restauro, suddiviso in tre lotti di cui il primo, da 14 milioni, è ultimato. L’obiettivo è riportare il Munda al castello in tempi rapidi, nonostante il cantiere in corso. Da qualche giorno sono partiti anche i lavori per il museo di Scienze naturali del convento di San Giuliano: l’Ufficio speciale per la ricostruzione, il 24 marzo scorso, ha concesso il finanziamento, per un valore complessivo di 1 milione e 200mila euro. Rallentamenti anche per l’ex scuola De Amicis, dove il cantiere è aperto dal 2019. Lavori per i quali c’è, da anni ormai, un finanziamento da oltre 12 milioni e mezzo di euro che dovrebbe servire a realizzare anche una galleria coperta per collegare piazza San Bernardino a piazza del Teatro.
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