Teatro gremito per il poeta dell’amore

Al Caniglia convegno di studi con 27 latinisti, provenienti da ogni parte del mondo, e le delegazioni delle città gemellate
SULMONA. 1958-2017: a distanza di 59 anni dal convegno sul bimillenario della nascita di Ovidio, Sulmona torna nella storia degli studi classici con la tre giorni di conferenze internazionali dedicate al poeta. È iniziato ieri al teatro comunale Caniglia il convegno di studi con 27 latinisti provenienti dalle Università di tutto il mondo. «Ovidio non è solo di Sulmona, sua terra natia, ma è anche di Roma, in cui visse, e di Costanza, l’antica Tomi, che lo accolse in esilio fino alla morte», ha detto dal palco il sindaco Annamaria Casini dando il benvenuto alla delegazione romena, composta dai sindaci Decebal Fagadau di Costanza (gemellata con Sulmona da quasi cinquant’anni) e George Scupra di Ovidiu (con cui è stato avviato l’iter per il gemellaggio), assieme al rettore dell’Università “Ovidius” di Costanza Sorin Rugina e all’associazione romena “Ecsia”. «Voglio ringraziare», ha aggiunto emozionata Casini, «quanti hanno creduto e credono in questo territorio sostenendo concretamente “Ovidio 2017”, una grande opportunità per Sulmona, il comprensorio e l’Abruzzo, al fine di poter rilanciare i nostri territori, facendo leva su quella cultura che unisce, per un turismo di qualità». Teatro gremito da studenti, appassionati dell’opera ovidiana e da esponenti politici. Tra loro – seduti nelle prime file – l’assessore regionale Andrea Gerosolimo, la senatrice e sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, con le colleghe Paola Pelino e Stefania Pezzopane. «L’attualità dell’opera di Ovidio sta nella scoperta, che è la cosa che animava Fabrizia Di Lorenzo, che si era trasferita a Berlino da Sulmona», ha detto la Chiavaroli. Un saluto dal palco lo ha fatto anche Marco Fanfani, presidente della Fondazione Carispaq. «Ovidio è sempre attuale ed è uno degli autori per i quali non si può prevedere un tramonto», è intervenuto il professor Paolo Fedeli, presidente del comitato scientifico, che ha dato avvio agli interventi dei vari esperti. Si sono avvicendati sul palco Philip Hardie, dell’Università di Cambridge, e Richard Tarrant, dell’Harvard University. Poi Luciano Landolfi, dell’Ateneo di Palermo, Niklas Holzeberg, dell’università di Munchen, Rosa Alba Dimundo (Ateneo di bari) e Marco Buonocore della Biblioteca apostolica vaticana.
Oggi, dopo una visita guidata al museo archeologico di Corfinio, il convegno proseguirà a Raiano, all’ex convento degli Zoccolanti. Poi, da domani, si torna al Caniglia.
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