Tecnocall, caso in Regione: «Aiuti dal governo Meloni»

Passa la risoluzione a firma Pd, Fratelli d’Italia e FI per salvaguardare i 117 addetti Sit-in degli operatori davanti all’Emiciclo. I sindacati: rischio licenziamenti di massa
L’AQUILA. Il consiglio regionale ha approvato una risoluzione urgente in merito alla salvaguardia dei livelli occupazionali del contact center Tecnocall dell’Aquila. Il documento, votato all’unanimità, è stato sottoscritto dai consiglieri Pierpaolo Pietrucci (Pd), Massimo Verrecchia (FdI) e Roberto Santangelo (FI). I 117 operatori aquilani, dopo un primo sciopero nella giornata di lunedì, ieri hanno inscenato un sit-in davanti all’Emiciclo, dove una delegazione guidata dai sindacati ha incontrato i consiglieri regionali Pietrucci e Verrecchia. La risoluzione impegna «il presidente della giunta e il presidente del consiglio regionale a farsi portavoce, attraverso l’interessamento del governo nazionale, di soluzioni normative che garantiscano la continuità lavorativa del personale impiegato nel servizio di contact center all'interno dell’azienda e a utilizzare ogni strumento idoneo al fine di ripristinare l’articolo 36 ter del decreto legge 4 maggio 2023 numero 48 convertito con legge 3 luglio 2023, numero 85 (proroga dei termini in materia di lavoro agile)». Si tratta della cosiddetta clausola sociale, cancellata dal decreto Energia ancora in discussione, che avrebbe messo al riparo da eventuali licenziamenti l’attuale personale, dopo la chiusura del mercato tutelato. La vertenza è nazionale, con il coinvolgimento di 1.500 lavoratori in tutta Italia. Tra questi, i 117 operatori aquilani in mobilitazione permanente: «Il provvedimento del consiglio regionale», hanno commentato le Rsa di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, «è solo un primo passo di un percorso di mobilitazione che certo non si ferma e non può fermarsi. Va disinnescato il potenziale dramma sociale che impatta su più di cento famiglie. Va riconquistata in pieno la garanzia di continuità occupazionale, va superato l’ostacolo posto alla piena vigenza della clausola sociale. Va riconquistato un diritto di civiltà del lavoro in un rapporto impari nei confronti di lobby potenti. Oggi siamo avanguardia in un confronto tra titani. Abbiamo bisogno di alleanze, le abbiamo cercate, le continueremo a cercare, ma alla fine del percorso ognuno dovrà confrontarsi con le lavoratrici ed i lavoratori. Non è il tempo delle promesse di facciata. È il momento della responsabilità, verso il territorio e la sua comunità». Anche il sindaco Pierluigi Biondi ha assicurato il proprio appoggio, interessando della vicenda il sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’aquilana Fausta Bergamotto.
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