Tecnopolo d’Abruzzo, modello per L’Aquila
Venti imprenditori da tutta Italia sulle opportunità d’investimento. Ci sono Fondazione Carispaq e Ateneo
L’AQUILA. Il Tecnopolo d'Abruzzo conferma il ruolo di attrattore di investimenti e di marketing territoriale. Una ventina di imprenditori provenienti da tutta Italia, in particolare Lazio e Piemonte, hanno partecipato, il 12 giugno scorso, alla tavola rotonda su: “Modello L'Aquila, quale opportunità di investimento, sviluppo e lavoro”.
L’incontro, organizzato dal Tecnopolo in collaborazione con l’associazione romana Imprenditivamente, ha puntato i riflettori su tre macro aree di interesse: la disponibilità di spazi attrezzati, l'opportunità di usufruire di finanza agevolata e la formazione.
Accanto al direttore del Tecnopolo, Roberto Romanelli, Monica Giovannoni, presidente di Imprenditivamente, e presidente della delegazione di imprenditori, Marco Fanfani, ex presidente della Fondazione Carispaq, David Iagnemma, segretario generale della stessa Fondazione, Fabrizio Pappalepore, dello Studio Pappalepore & Partners, Carlo Imperatore, direttore della Fondazione Itsee, Fabio Graziosi, docente dell’Università dell’Aquila, e Matteo Marinacci, referente dello Sportello Impresa AQ.
«Diversi gli argomenti trattati, dalle opportunità d’insediamento di nuove aziende tecnologiche sul territorio, ai servizi riservati alle imprese, per arrivare alle competenze richieste da industria 4.0 e alle possibilità offerte dalle agevolazioni finanziarie sul territorio», ha dichiarato Romanelli. «L'obiettivo è attrarre nuovi investimenti, in una visione d'insieme che promuova L'Aquila come città innovativa, vivibile e sfruttando il collegamento con Roma, agevole e veloce. Altro elemento favorevole, la possibilità di investire in un complesso industriale tecnologicamente evoluto e la concentrazione di beni, servizi e attività in un'unica location».
La collaborazione con l'Università e l'offerta formativa delle scuole di specializzazione fanno il resto. «La Fondazione Carispaq è estremamente vicina ai fabbisogni territoriali», ha fatto notare Romanelli, «come anche l'Università. Nel corso dell'incontro sono emerse, in maniera strutturata, le visioni di imprenditori attivi in vari settori Hi-tech, propensi ad una logica di rete e alla condivisione con le istituzioni di importanti progetti di sviluppo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

