Telecamere accese per multare i vicini

31 Ottobre 2019

Agente della Stradale nel mirino delle “Iene”: sette occhi elettronici nel paesino di Montesabinese che conta nove abitanti

CARSOLI. Accende sette telecamere per monitorare le strade di Montesabinese e “Le Iene” gliele spengono. Intanto la Procura apre un fascicolo. Deve avere una passione per George Orwell l’agente della polizia stradale di Carsoli che intorno alla sua casa nella piccola frazione ha allestito diversi “occhi” che controllano tutto ciò che accade. Un sistema di sicurezza ben costruito, con tanto di fili passati sulle abitazioni e cartelli attaccati un po’ qui un po’ lì per segnalare l’area monitorata, che ha fatto arrabbiare gli altri 8 residenti. Nel piccolo paesino sopra a Carsoli, infatti, abitano pochissime persone e si conoscono tutti. Il sistema di videocamere è stato installato senza alcuna condivisione con i vicini di casa che, nel corso del tempo, hanno iniziato a sentirsi spiati. Così dopo aver fatto numerose segnalazioni alle autorità competenti, i residenti hanno deciso di contattare la trasmissione di Italia 1 “Le Iene” che ha inviato una troupe sul posto. Luigi Pelazza ha ascoltato tre abitanti della piccola frazione che hanno raccontato di non avere più una loro privacy perché monitorati notte e giorno dalle telecamere. Inoltre hanno riferito di aver ricevuto decine di multe per le auto in sosta nelle stradine del piccolo paese e addirittura per un cavallo lasciato lungo una via dal proprietario intento a caricare la legna da portare a casa. Il “poliziotto ficcanaso” si è rifiutato di parlare con Pelazza che gli ha spostato e oscurato tutte le telecamere prima di rivolgersi alla polizia locale. Il comandante Stefano Zazza e l’agente Mattia Di Salvatore, su richiesta del sindaco Velia Nazzarro, sono andati sul posto e, dopo varie vicissitudini, le tre auto del poliziotto lasciate in una piazzetta e lungo una strada sono state portate via dal carro attrezzi. «Scriverò al prefetto chiedendo lo stato dell’arte di questa situazione», ha commentato il primo cittadino Nazzarro, «dal momento che è lui competente bisogna capire se c’è una autorizzazione per l’installazione di queste telecamere. Intanto abbiamo fatto mettere dei paletti nell’area pubblica onde evitare che le auto parcheggiate possano creare ulteriori problemi. La piazzetta è diventata area pedonale e con le auto non ci si potrà più accedere». Sulla vicenda è intervenuto anche il comandante Zazza. «La vicenda è diventata pubblica lo scorso aprile», ha precisato Zazza, «poi a luglio il sindaco ci richiese una relazione dettagliata sul circuito di telecamere installate a Montesabinese, cosa alla quale abbiamo ottemperato subito constatando l’effettiva presenza di circa 6-7 telecamere amatoriali. Ribadisco inoltre che su questa vicenda è stata aperta un’ indagine da parte della Procura di Avezzano, al fine di stabilire eventuali responsabilità di soggetti terzi per violazione della privacy». Per quanto riguarda il blitz delle Iene a Montesabinese il comandante ha evidenziato che «in tutta la piccolissima frazione non vi è la presenza di segnaletica stradale in quanto proprio in relazione alla scarsa incidenza di popolazione residente e fluttuante mai prima d’ora si era ravvisata l’opportunità di restrizioni. A quel punto la problematica si è spostata dall’impianto di videosorveglianza alla sosta di tre veicoli, per la quale siamo invitati a comminare sanzioni. Già di per sé la situazione non faceva ravvisare particolari disagi, ma la presenza della troupe e il pressing della situazione stessa che ci vedeva quasi come imputati di qualcosa, ci ha indotto comunque a emettere tre preavvisi di sanzione per eventuali reati da approfondire successivamente. In particolare poi, sempre su insistenza della troupe e su indicazioni del sindaco, presente per tutta la mattinata, abbiamo dovuto provvedere a interpellare il servizio di rimozione a carico di un’autovettura, poiché situata in posizione di possibile intralcio»
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