Telecamere del poliziotto Il caso finisce in Procura

Scatta una doppia indagine dopo l’arrivo delle Iene nel borgo di Montesabinese Da accertare anche l’operato di sindaco e polizia locale sulla rimozione delle auto
CARSOLI. Sfocia in un’inchiesta il caso di Montesabinese, la frazione di Carsoli invasa dalle telecamere e finita sotto i riflettori della trasmissione “Le iene”.
Un fascicolo è stato aperto dalla Procura di Avezzano. Alcuni residenti hanno protestato e denunciato di essere continuamente “spiati” dagli impianti di videosorveglianza posizionati da un poliziotto.
In particolare, le indagini si concentrano su due aspetti. Uno è quello collegato alla presunta violazione della privacy causata dalla massiccia presenza di occhi elettronici. Un altro filone, invece, riguarda l’intervento del sindaco di Carsoli, Velia Nazzarro, e della polizia locale, che ha multato e fatto rimuovere le tre auto dell’agente di polizia al centro della polemica, dopo la segnalazione delle Iene. Finora non risultano persone indagate.
La questione fu sollevata la prima volta all’inizio di aprile scorso dal Centro. In quei giorni la protesta dei residenti si era concretizzata con una denuncia ai carabinieri della locale stazione. In particolare, uno degli abitanti nel paese, dopo una precedente segnalazione da parte di un compaesano alla prefettura dell’Aquila, aveva deciso di rivolgersi ai militari dell’Arma. «Ci sentiamo violati nella nostra privacy», aveva dichiarato uno dei 9 residenti della frazione, «io e la mia famiglia veniamo ripresi nei momenti di vita privata e mentre percorriamo le strade che portano alla nostra abitazione. La sicurezza non è mai abbastanza, ma in questo caso sembra essere diventata un problema piuttosto che un vantaggio».
La situazione era rimasta immutata. Fino all’arrivo della iena Luigi Pelazza che, scortato da tre residenti, ha cercato il poliziotto in questione. L’uomo non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Sul posto è arrivato anche il sindaco Nazzarro, insieme a una pattuglia della polizia locale. Alla fine il poliziotto si è visto recapitare, a sua volta, tre contravvenzioni per divieto di sosta e le sue auto sono state portate via con il carro attrezzi. Il sindaco, inoltre, ha fatto installare dei paletti davanti all’abitazione del poliziotto per farlo parcheggiare altrove. Il giornalista Mediaset aveva anche girato alcune telecamere e ne aveva coperte altre con del nastro adesivo. Erano però state ripristinate poco dopo. A oggi, però, nonostante il clamore che la vicenda da Grande fratello di paese sta suscitando, le videocamere si trovano ancora al loro posto. Non ci sono provvedimenti di alcuna autorità né istituzione che abbiano disposto la rimozione. Secondo indiscrezioni, l’agente avrebbe raccolto autorizzazioni necessarie per installare e attivare le telecamere coinvolgendo anche altri proprietari non residenti stabilmente a Montesabinese.
Certo è che le denunce presentate nei mesi passati da altri abitanti non hanno avuto alcuno seguito. D’altro canto ora sarebbe proprio il poliziotto a sentirsi defraudato dei suoi diritti dopo essersi visto caricare le auto. Una vicenda complessa che potrebbe avere dei risvolti inaspettati. Sarà ora la magistratura a dover chiarire se ci siano o meno delle violazioni di legge.
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