Telecamere in centro, il Comune ora ci riprova

L’assessore Taranta riprende il discorso avviato dal centrosinistra e rilancia: «Subito in giunta il nuovo piano: serve più sicurezza». Ma i tempi si allungano
L’AQUILA. Un sistema di videosorveglianza diffuso in tutto il territorio, periferie e frazioni comprese, che faccia da deterrente alla microcriminalità e al vandalismo e che soprattutto, risponda alle richieste di maggiore sicurezza che provengono dai cittadini e dai commercianti, soprattutto del centro storico e dei quartieri del Progetto Case.
Dopo quattro anni dall'approvazione, da parte della passata giunta, della delibera con lo studio di fattibilità e il documento di indirizzo preliminare relativi alla realizzazione di un sistema integrato di videosorveglianza e dopo tanti annunci e un nulla di fatto durato sino a ora, ci riprova l’assessore con delega alla Videosorveglianza e alla Sicurezza urbana, Fabrizio Taranta. Progetto preliminare e studio di fattibilità nuovi e rimodellati sulla base delle minori risorse disponibili – riviste al ribasso – pronti per approdare «nella prima Giunta utile». Taranta avrebbe voluto già vedere la questione sul tavolo della maggioranza in questi giorni, per evitare il naturale rallentamento delle attività dell'amministrazione in vista delle ferie. Viene ripreso, in sostanza, il progetto del 2016, «bloccato per una questione di riduzione dei fondi», ricostruisce l’assessore. In origine, infatti, l’importo iniziale del progetto era di 4,8 milioni, abbassato dall’Usra (l’Ufficio speciale per la ricostruzione, dato che si tratta di fondi della ricostruzione) a 4,1. Taranta ritiene «il sistema di videosorveglianza fondamentale in città, perché ci sono ancora molte zone d’ombra dovute ai cantieri della ricostruzione» e anche per dare una risposta alla percezione di bassa sicurezza rilevata tra i cittadini, soprattutto dopo gli episodi di vandalismo e risse in centro nelle passate settimane. Episodi che avevano indotto il sindaco Pierluigi Biondi a chiedere la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, dal quale era emerso che «non c’è allarme microcriminalità o situazioni di disagio sociale», ribadisce Taranta.
Le telecamere, nelle intenzioni del Comune, saranno poste agli ingressi principali della città e nei punti più sensibili come i monumenti: piazza e scalinata di San Bernardino, i portici, la Fontana Luminosa, la basilica di Collemaggio, piazza Duomo, le sedi pubbliche, i parchi e i cimiteri, solo per fare qualche esempio. «La videosorveglianza avrà lo scopo principale di fare prevenzione, non ha scopi punitivi», spiega l’assessore. Per quanto riguarda la realizzazione, i tempi sono lunghi: «Abbiamo stimato 64 settimane a partire dall’approvazione in giunta», spiega, «secondo le norme europee». Ci vorranno 28 settimane per la progettazione e per l’approvazione del progetto definitivo, ulteriori 28 settimane per espletare la gara europea e circa 8 per attivare il servizio.

