Telefonate moleste all’ex, donna condannata
Pm e parte civile: «L’uomo perseguitato anche con pedinamenti». Inflitti sei mesi alla 64enne
L’AQUILA. Una donna di 64 anni Rita Massaro, è stata condannata per atti persecutori nei riguardi dell’ex compagno. Ieri, il giudice Giuseppe Romano Gargarella le ha inflitto sei mesi di reclusione con i benefici di legge.
Secondo le accuse la donna, che è nativa di Trasacco, mossa da una irrefrenabile gelosia, si appostava al di fuori dell’abitazione del suo, lo pedinava e telefonava ripetutamente anche seguendolo a bordo della sua macchina.
Questo comportamento, secondo quanto sostenuto dall’accusa, cagionava all’uomo un perdurante stato ansiogeno e, comunque, veniva ingenerato un fondato timore per la propria incolumità. Un atteggiamento, secondo le tesi dell’accusa, che avrebbe indotto forzatamente l’uomo ad alterare le proprie abitudini di vita. Ed è questo l’aspetto sul quale poggia le basi il reato di atti persecutori.
Nel corso del giudizio il pm onorario Rita Di Gennaro, aveva chiesto otto mesi di reclusione. Anche la parte civile, tramite gli avvocati Fabio Alessandroni e Daniela Napoleone, ha insistito nella richiesta di condanna sostenendo che l’imputata avesse attuato delle modalità investigative per controllare l’uomo nei suoi movimenti quasi come quelle che adopera la polizia.
Tesi che sono state smontate solo in parte dalla difesa che ha comunque ottenuto una riduzione di pena rispetto a quella invocata dall’accusa. Ora il caso si sposta in appello dove ricorrerà il suo avvocato Francesco Valentini. (g.g.)
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