Telefono in tilt per i soccorsi Interrogati in tre

21 Gennaio 2016

L’AQUILA. Tre persone informate sui fatti sono state ascoltate nell’inchiesta sul mancato funzionamento di una linea telefonica fissa (era fuori uso) nel rifugio “De Carolis” sul Gran Sasso, che...

L’AQUILA. Tre persone informate sui fatti sono state ascoltate nell’inchiesta sul mancato funzionamento di una linea telefonica fissa (era fuori uso) nel rifugio “De Carolis” sul Gran Sasso, che doveva essere utilizzata per una chiamata di soccorso. Nei giorni scorsi, infatti, sono stati interrogati un dirigente Telecom arrivato da Roma, un funzionario locale e un tecnico, i quali hanno in qualche modo sostenuto come poco avrebbero potuto fare per evitare quell’inconveniente. Un disservizio che, però, poteva costare caro visto che l’indagine è connessa a un incidente in montagna avvenuto ad agosto quando un diciottenne che era sul Monte Camicia, venne colpito da un fulmine. A lanciare l’allarme fu uno dei suoi compagni d’escursione, che raccontò di aver visto il ragazzo accasciarsi a terra, dopo essere stato colpito da una scarica elettrica. Il gruppo di giovani, tra l’altro, dopo che era stato colto in vetta da un’improvvisa grandinata, aveva già intrapreso la via del ritorno. Nonostante la scarica e il fatto che avesse battuto la testa a terra, il giovane, alla fine, fu portato in ospedale dove si salvò senza conseguenze. Le indagini sono coordinate dal dottor Mauro Pansini (responsabile Pg della questura).

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