Tempera, gli abitanti infuriati: «Profanata la Riserva del Vera»
Scatta la mobilitazione contro i lavori recentemente appaltati dall’amministrazione comunale Contestato l’arrivo delle ruspe lungo gli argini del fiume: «Non è così che si tutela l’ambiente»
L’AQUILA. Gli abitanti di Tempera, attraverso un comitato, sono di nuovo sul piede di guerra e parlano di “profanazione” della zona delle sorgenti del Vera che è una Riserva regionale protetta gestita dal Comune dell’Aquila attraverso un comitato.
La mobilitazione, che nei prossimi giorni potrebbe trasformarsi anche in forte protesta, nasce dall’avvio dei lavori per la realizzazione di un progetto che dovrebbe, sulla carta, valorizzare ancora di più l’ambiente naturale della Riserva anche per avere, nel tempo, maggiori ricadute turistiche.
Ma quando alcuni residenti due giorni fa hanno visto uomini e mezzi meccanici, lungo gli argini del fiume Vera, impegnati a ripulire il perimetro dell’ex centrale idroelettrica – che dovrebbe diventare in parte un centro visite, una sorta di sportello informativo – il malumore che covava da mesi è diventato rabbia.
Il comitato ha diffuso una nota in cui scrive: «Dopo tanti mesi di denuncia da parte dei cittadini di Tempera, nella giornata di ieri, le ruspe hanno iniziato l’opera di profanazione della zona di protezione integrale delle sorgenti del fiume Vera, tenute sempre in grande considerazione e rispetto dalla popolazione locale. La Riserva è stata istituita per proteggere il delicato ambiente in cui vive il Plecottero, un piccolo insetto, di una specie addirittura sconosciuta alla scienza, che vive solo in ambienti particolarmente puri. La popolazione locale è fortemente preoccupata e indignata perché i lavori recentemente appaltati dall’amministrazione comunale con il coordinamento del comitato di gestione, mettono in serio pericolo l’ambiente e quindi la vita di questa rarità biologica che abita la riserva».
I cittadini di Tempera si chiedono «dove sono le istituzioni preposte alla salvaguardia di un ambiente di così grande pregio e cosa fanno per impedire tale oltraggio. I temperesi aspettano risposte urgenti, perché certamente non potranno restare a guardare».
Ma intanto ricordiamo cosa prevede in dettaglio il progetto i cui lavori hanno un costo complessivo di circa 300 mila euro. Oltre alla ristrutturazione dell’ex centrale idroelettrica si parla anche di ripulitura e parziale sistemazione di un’antica cartiera.
«Il rudere», è scritto nella relazione progettuale, «ospiterà la ricostruzione grafica della cartiera e degli antichi opifici, un museo all’aperto e il laboratorio denominato “La carta della Cartiera” che, attraverso il recupero dei metodi antichi, produrrà carta di qualità. Nella parte restaurata sarà allestito, utilizzando passerelle in legno, uno spazio per rappresentare gli elementi naturalistici della riserva con un piccolo giardino botanico delle piante semplici».
Inoltre, sempre secondo quanto previsto nel progetto, è stata ipotizzata un’opera di rinaturalizzazione per evitare che piante infestanti (per esempio i rovi) possano fagocitare gli argini del fiume e renderlo così poco visibile.
Le prime proteste cominciarono quando si seppe che l’elettricità per il centro visite doveva essere fornita da una microturbina galleggiante (da 2-3 kwh) che, era scritto nella relazione tecnica, «non avrà alcun impatto ambientale e sfrutterà la corrente costante del tratto di fiume antistante. La turbina verrà nascosta sotto un ponticello di legno che collegherà il viottolo principale con la nuova struttura».
Quest’ultima parte del progetto, anche con la mediazione del Comune, pare sia stata rivista e sembrava che si fosse raggiunto un minimo equilibrio fra valorizzazione e tutela.
Ma l’avvio del cantiere ha rinfocolato la polemica e di fatto ora gli abitanti di Tempera riuniti in comitato chiedono lo stop ai lavori ipotizzando in caso contrario clamorose manifestazioni di protesta.
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