Tempio per le cremazioni Progetto a Tagliacozzo

15 Luglio 2020

TAGLIACOZZO. Un project financing per la realizzazione di un tempio crematorio. È stato presentato al Comune di Tagliacozzo da una società di Vogogna, della provincia di Verbano-Cusio-Ossola, che ha...

TAGLIACOZZO. Un project financing per la realizzazione di un tempio crematorio. È stato presentato al Comune di Tagliacozzo da una società di Vogogna, della provincia di Verbano-Cusio-Ossola, che ha inoltrato una proposta per ottenere la concessione della struttura da realizzare, come prevede la legge, nei pressi del cimitero. A titolo di cauzione, la società del Nord Italia ha versato una somma di 72mila euro. Si tratta del 2% dell’importo necessario per realizzare l’opera, e cioè 3 milioni e 600mila euro. Il progetto è della Tcv srl che ha chiesto al Comune marsicano di accogliere la proposta di project financing relativa alla realizzazione, alla concessione e alla gestione del Tempio crematorio. Il Comune ha determinato di incassare due assegni circolari di 50mila e 22mila euro. Secondo la determina numero 660 del 3 luglio, nel caso in cui la ditta risultasse aggiudicataria della procedura di gara relativa al project financing, la garanzia sarà svincolata automaticamente al momento della sottoscrizione del contratto. Nel caso invece la ditta non risultasse aggiudicataria della gara, il Comune provvederà allo svincolo della garanzia entro 30 giorni dall’aggiudicazione. Anche a Oricola, all’inizio dello scorso anno, doveva essere realizzata una struttura crematoria. A marzo però il Comune revocò una delibera di giunta per la fattibilità dell’opera. Quindi non se ne fece più nulla. Stesso iter era stato avviato a Pescara nove mesi fa per ospitare il primo tempio crematorio in zona San Silvestro. E anche a San Demetrio ne’ Vestini il progetto era saltato. «Alcuni mesi fa», sottolinea il consigliere di opposizione di Tagliacozzo, Vincenzo Montelisciani, «siamo stati convocati dalla maggioranza per un incontro al termine del quale chiedemmo di essere informati riguardo all’iter e a ogni decisione in merito. Non abbiamo preclusioni o preconcetti sull’opera, ma chiediamo che tutti i cittadini vengano messi al corrente di ogni decisione. La maggioranza non ci ha fatto fino a ora più sapere nulla, non ci ha dato alcuna comunicazione e non sappiamo che tipologia di installazione ci sarà, né conosciamo le specifiche tecniche del progetto».
La pratica della cremazione è in costante crescita in Italia. Fino a un anno fa gli impianti in Italia erano meno di cento. Prima del coronavirus erano state eseguite circa 250mila cremazioni (oltre il 30 per cento dei decessi). In Europa la cremazione ha a sua volta raggiunto e superato il 40 per cento del settore. Attualmente la Chiesa raccomanda la sepoltura, pur non proibendo la cremazione, evidenziando che le ceneri devono essere conservate comunque nei cimiteri e non disperse. La dispersione viene autorizzata dall’ufficiale di stato civile del Comune. La dispersione non autorizzata è punita con la reclusione da due mesi a un anno.