Tempo scaduto, ma Chiodi blinda L’Aquila

Cessione più lontana. Il patron (assente al vertice dei garanti e dei nuovi) prende tempo. Anche il Comune ora si defila
L’AQUILA. Sfuma definitivamente la possibilità del closing, il passaggio definitivo di quote che avrebbe dovuto concretizzarsi proprio oggi. Volti scuri all’uscita della riunione a Palazzo Fibbioni tra il comitato dei garanti, la cordata intenzionata a rilevare L’Aquila calcio, il dirigente Angelo Antonio Ranucci e Fabrizio Rossi per la vecchia società, e un rappresentante del gruppo Iannini. Assente il presidente Corrado Chiodi che, raggiunto telefonicamente, dice di «non essere stato invitato». Chiodi rifiuta categoricamente l’ipotesi di fallimento. «Non ho alcuna intenzione di far fallire il club. Se c’è qualcuno che vuole questo lo dica. Noi abbiamo messo mano al bilancio, stiamo pagando tutti gli arretrati e anche le rateizzazioni con l'erario».
Il quadro, insomma, si complica. I nuovi potrebbero mollare, anche la politica vuole defilarsi. E le prossime scadenze sono impellenti. Entro il 15 ottobre si dovrà chiudere il bilancio, e non potrà essere un foglio di carta con qualche imprecisione, ma l’amministratore dovrà mettere nero su bianco tutta la situazione della vecchia società. La palla passerà all’assemblea dei soci che dovrà decidere se ricapitalizzare, o chiudere.
Grande delusione per l’esito negativo è stata manifestata dagli esponenti dell’amministrazione, l’assessore Alessandro Piccinini e il vicesindaco Guido Quintino Liris. «Il Comune esce dalla trattativa. Abbiamo fatto tutti gli sforzi», dice Piccinini. «Rispetto alla scrittura privata poco o nulla è stato fatto da una parte e con l’arrivo di fondamentali scadenze l’amministrazione non può che farsi da parte e aspettare gli eventi». (r.p.)
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