Tende per i dipendenti della Telespazio

29 Marzo 2020

Allestite dall’esercito per poter ospitare, in caso di necessità, il personale di turno che non riesce a tornare a casa

ORTUCCHIO. Tende dell’esercito per ospitare i dipendenti di Telespazio. Anche l’attività quotidiana del centro spaziale del Fucino è stata rivisitata alla luce della pandemia coronavirus e ora si pensa a come poter gestire ulteriori situazioni di emergenza grazie all’aiuto dei militari.
Buona parte dei 270 dipendenti, infatti, dall’inizio dell’emergenza sanitaria lavora da casa grazie allo smart working, mentre 50 turnisti e circa 30 specialisti si alternano nella sede lungo la via Cintarella per portare avanti le attività di controllo in orbita dei satelliti e l’elaborazione e la distribuzione del segnale di navigazione ai satelliti. Personale necessario, quindi, per occuparsi delle numerose iniziative del sito anche in situazioni di emergenza come quella causata dal coronavirus.
Proprio a loro hanno pensato i vertici di Telespazio quando hanno chiesto supporto all’esercito. Nei 370.000 metri quadrati del centro, dove c’è il primo e più importante “teleporto” al mondo per usi civili, proprio nelle ultime ore è stata allestita una piccola cittadella militare dove i dipendenti di turno potranno rimanere senza dover tornare a casa in caso di necessità.
Le tende sistemate all’interno del sito dagli uomini del Nono reggimento alpini dell’Aquila hanno un’area dedicata alla mensa, un refettorio e poi alcuni spazi dove sono state installate delle brande da utilizzare per trascorrere la notte. Per il momento l’azienda non ha comunicato ai dipendenti se e quando dovranno iniziare a utilizzare gli spazi allestiti dall’esercito. Ma visto che nel centro vengono monitorate e seguite alcune attività che non possono essere interrotte, l’intento potrebbe essere proprio quello di avere a disposizione un’area di ristoro e pernotto per gestire eventuali emergenze.
Intanto, è atteso l’esame congiunto per l’avvio della cassa integrazione prevista dal decreto “Cura Italia” nello stabilimento LFoundry. Nell’azienda del nucleo industriale di Avezzano, dove si producono memorie volatili, al momento circa 400 persone operano da casa, grazie al lavoro agile, mentre mille sono i dipendenti rimasti al lavoro nello stabilimento per portare avanti l’attività produttiva.
I lavoratori, dopo quattro giorni di sciopero, hanno ottenuto l’apertura di un dialogo tra l’azienda e il sindacato al termine del quale è stato deciso di ricorrere agli ammortizzatori sociali che interromperebbero i contratti di solidarietà attualmente in essere e darebbero la possibilità ai dipendenti di lavorare tre giorni e di rimanere a casa 13.
Domani alle 14.30 è in programma una verifica al termine della quale i vertici del sito chiederanno al prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, di poter rimanere aperti così da poter portare avanti la produzione non rientrando LFoundry tra le aziende che secondo il decreto possono continuare a operare in questa gravissima situazione di emergenza.
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