Tendopoli, la corrente la paga il Comune

8 Giugno 2019

Dopo dieci anni raggiunto un accordo per il quale vengono liquidati 132mila euro con lo sconto del 50 per cento

L’AQUILA. In Comune aleggiano ancora le conseguenze della gestione delle tendopoli, un “male necessario” del post-terremoto, dove per alcuni mesi sono state ospitate migliaia di persone. Finalmente, dopo quasi dieci anni, il fantasma delle bollette da pagare, almeno 264mila euro, sembra esorcizzato. Sarà il Comune a pagare, visto che lo Stato si è tirato fuori su iniziativa della Protezione civile. Anche se la spesa effettiva verrà dimezzata. Il 30 marzo del 2010, infatti, il dipartimento di Protezione civile informò il Servizio elettrico nazionale (Enel) del subentro del Comune nella proprietà e gestione del Progetto Case invitando a eseguire la voltura nei confronti del Comune delle utenze (con le tendopoli) relativa alla fornitura dell’energia elettrica a partire da aprile 2010.
Questa la concatenazione dei fatti più recenti come si lege in una delibera del 3 giugno pubblicata sul sito del Comune. Nel novembre dello scorso anno è pervenuta al Comune una nota della Officine Cst che gestisce il credito dell’Enel nella quale si prospettava la cessione del credito stesso a Polluce srl che, limitatamente alle tendopoli, era di 264mila euro. Poi, per la verità, erano contemplati anche 38mila euro per il Progetto Case e 381 euro per altre utenze. Con una nota trasmessa da Officine Cst al Comune dell’Aquila è arrivata l’accettazione alla proposta che prevede da parte di Polluce la rinuncia del 50 per cento dell’importo totale dei crediti dovuto dall’ente locale ovvero poco più di 132mila euro dopo aver stralciato altre spese. Nelle more del pagamento concordato, Polluce si impegna a non avviare azioni creditorie nei riguardi dell’ente.
Nella parte finale della delibera, dunque, si invita il settore Bilancio e razionalizzazione a procedere alla liquidazione delle fatture ma anche a provvedere «all’adozione dei provvedimenti necessari alla richiesta di rimborso alla presidenza del consiglio-dipartimento della Protezione civile e alla Regione per le somme liquidate alla Polluce».
MAP DI PIANOLA. I residenti dei Moduli abitativi provvisori di Pianola si stupiscono del fatto che, a fronte della loro protesta riguardante l’aria irrespirabile, il Comune non abbia fatto ancora nulla. Gli assegnatari, in particolare, hanno ribadito che il cattivo odore deriva dal fatto che nei piani sottostanti si sono rotte le condotte fognarie per cui è agevole immaginare cosa possa essere successo. A detta degli assegnatari ci sono delle palesi violazioni delle norme igieniche che possono comportare danni alla salute e altre conseguenze per via delle omissioni. Di lì il loro stupore per la mancata soluzione al problema.
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