Tentata estorsione artigiano assolto

19 Settembre 2018

SULMONA. Era finito sotto processo accusato di tentata estorsione nei confronti del suo avvocato per aver chiesto il pagamento di lavori che aveva effettuato a casa del legale. Dopo essere stato...

SULMONA. Era finito sotto processo accusato di tentata estorsione nei confronti del suo avvocato per aver chiesto il pagamento di lavori che aveva effettuato a casa del legale. Dopo essere stato assolto in primo grado, ieri Franco Bellei, artigiano edile di 52 anni, è stato dichiarato innocente anche dal giudice di Corte d’Appello che ha confermato la precedente sentenza. Secondo la Corte d’Appello «non essendo emersa oltre ogni ragionevole dubbio, dall’espletata istruzione dibattimentale, la prova della sussistenza del fatto contestato e conseguentemente della piena responsabilità dell’imputato per il reato contestatogli, non può che esserci la conferma della sentenza impugnata». «Siamo soddisfatti per questa conferma», dice il legale di Bellei, l’avvocato Davide Tupone del Foro di Lanciano, «mettendo la parola fine a una vicenda giudiziaria che aveva fortemente penalizzato il mio assistito, soprattutto nel campo del lavoro». La vicenda fa riferimento al 2012 quando Bellei effettuò dei lavori nello studio legale e nelle abitazioni dell’avvocato Alessandra Baldassarre e dei suoi genitori, per un totale di circa 40mila euro. Soldi che l’avvocato non avrebbe mai versato perché, a suo dire, sarebbero stati lavori mai eseguiti. «Lavori che ho espletato a regola d’arte», sottolinea invece Bellei, «dopo che la stessa mi aveva incaricato in quanto mio avvocato di fiducia. Al termine dei lavori mi aveva promesso il pagamento che però non è mai stato effettuato, tanto da costringermi a rivolgermi a mia volta alla giustizia per ottenere quello che mi spettava attraverso un decreto ingiuntivo». Per tutta risposta l’avvocato ha preso carta e penna denunciando l’artigiano per tentata estorsione continuata, disconoscendo i lavori che secondo il legale sulmonese non sarebbero stati mai effettuati, o eseguiti solo in parte. Ma prima il giudice del tribunale di Sulmona e poi quello della Corte di Appello dell’Aquila hanno dato ragione all'artigiano di 52 anni assolvendolo «perché il fatto non sussiste». (c.l.)
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