Tentata estorsione, prosciolto

7 Marzo 2018

Minacce ai genitori per ottenere soldi. Il giudice: non è punibile 

SULMONA. È finito davanti al gup per aver chiesto ai genitori di consegnargli del denaro per esigenze personali. Al loro rifiuto avrebbe preso un grosso coltello da cucina minacciandoli di fargli del male se non avessero acconsentito alle sue richieste. A riportare la calma in quella casa e a far desistere il giovane dai suoi violenti propositi erano stati gli agenti del commissariato i quali dopo averlo disarmato lo avevano denunciato per tentata estorsione nei confronti dei genitori. Dalla vicenda è nato un procedimento giudiziario che ha portato, l’altro giorno, E.B., un 28enne di Sulmona, davanti al giudice per le udienze preliminari che lo ha prosciolto dalle accuse. Per la giurisprudenza, infatti, il tentativo di estorsione messo in atto nei confronti dei genitori, non è punibile ai sensi del codice penale. Una tesi, tirata fuori a sorpresa dal difensore dell’imputato, l’avvocato Alessandro Margiotta, che ha visto concorde anche il pubblico ministero che si è allineato con la difesa, chiedendo anche lui il proscioglimento dell’imputato. Il giudice, in questo caso il presidente del tribunale Giorgio Di Benedetto, non ha potuto far altro che accogliere l’istanza avanzata dalle parti in causa e prosciogliere l’imputato. Una sentenza destinata a far discutere anche se adottata nel pieno rispetto della legge e del codice penale. «Ci soddisfa il fatto che anche il pubblico ministero abbia riconosciuto la validità della nostra richiesta di proscioglimento», ha detto l’avvocato Margiotta. «Del resto il codice penale è in questo caso chiarissimo». (c.l.)
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