Tentato avvelenamento di animali ad Aielli

30 Giugno 2023

Trovata carcassa di maiale cosparsa di veleno. Gli ambientalisti allarmati: «L’intento era uccidere i lupi»

AIELLI. Tentativo di avvelenamento della fauna selvatica sventato ad Aielli, nel parco regionale Sirente Velino. Nei giorni scorsi, nel corso di un sopralluogo relativo al monitoraggio dei grifoni, nel territorio di Aielli, in località Prati di Cerro, il team di Rewilding Apennines insieme al personale del Parco, si è imbattuto in una carcassa di maiale cosparsa di veleno, rinvenuta a pochi metri dai resti di un cavallo, consumato quasi completamente da grifoni e altri animali necrofagi. Secondo una prima ricostruzione, alcune persone avrebbero disposto la carcassa di maiale avvelenata con l’intento di colpire i lupi. Allertati dell’accaduto i carabinieri forestali di Celano, il Nipaaf dell’Aquila (Nuclei investigativi di polizia ambientale agroalimentare e forestale) e il Nucleo cinofilo antiveleno di Assergi. La carcassa dell’animale è stata consegnata all’Istituto zooprofilattico di Teramo per le analisi chimiche e genetiche e l’avvio delle procedure di indagine. «Quanto rinvenuto ad Aielli», spiega Rewilding Apennines, «è un’ulteriore dimostrazione di come l’uso del veleno sia ancora diffuso in Appennino centrale, ad opera di chi ancora vede i grandi predatori come antagonisti e non alleati delle proprie attività economiche. Solo grazie alla presenza costante sul territorio del personale di Rewilding Apennines è stato possibile evitare un’altra strage, come quella invece avvenuta un mese fa a Cocullo, in cui un intero branco di lupi, nove per la precisione, è stato sterminato, insieme ad almeno otto grifoni – di cui due pulli nel nido – e due corvi imperiali». Sempre il mese scorso, altri due episodi di sospetto avvelenamento hanno portato alla morte di cinque grifoni in totale destando allarme in provincia di Frosinone, non lontano dalla zona di protezione esterna del Parco nazionale.
«Di fronte a questo nuovo episodio di crimine contro la biodiversità», prosegue Rewilding Apennines, «ribadiamo l’urgenza di intensificare i controlli sul territorio da parte degli organi di polizia per prevenire questi atti criminali e di varare in fretta una legge che sostanzialmente vieti qualunque attività produttiva per un lungo periodo sulle aree soggette a episodi di avvelenamento, come accade in caso di incendi». (l.p.)
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