Terapia del dolore, servizio potenziato

L’Asl forma operatori sanitari specializzati per ridurre i disagi e i rischi di infezione per i pazienti
L’AQUILA. Niente più braccia-groviera, bucate più volte fino a trovare la vena per infilarvi l’ago per le terapie, con conseguenti dolori e gonfiore. L’Asl ha avviato uno specifico servizio affidandolo a professionalità formate ad hoc. I cateteri venosi, cioè i tubicini in silicone applicati al braccio del paziente, vengono posizionati una sola volta, con la dovuta accuratezza, e possono restare inseriti nello stesso punto fino a 6 mesi. In questo modo non c’è più il disagio ricorrente di dover togliere e rimettere di continuo il catetere, con ulteriori traumi sul braccio del paziente. L’attivazione di questo servizio specifico, svolto dal distretto sanitario di base, diretto dal dottor Luigi Giacco, è stato possibile grazie alla professionalità della dottoressa Benita Capannolo, che fino ad alcuni mesi fa è stata responsabile della Rianimazione dell’ospedale dell’Aquila.
Il percorso clinico, oltre a ridurre fastidi e sofferenze al paziente, consentirà di ridurre i rischi di infezione. «Il nuovo servizio», fanno sapere dall’Asl, «che in pochi mesi ha consentito di applicare oltre 300 cateteri venosi, è stato attivato, oltreché all’interno dell’ospedale del capoluogo regionale, all’hospice dell’Aquila, di cui è responsabile il professor Franco Marinangeli, nell’ottica del progressivo potenziamento delle attività sul territorio. Peraltro tale iniziativa è stata avviata dall’Asl a costo zero, valorizzando al meglio professionalità interne all’azienda che sono state riallocate senza alcun aggravio di spesa. La sinergia sviluppatasi tra ospedale e territorio, sul nuovo servizio del posizionamento degli accesi venosi, permetterà non solo di somministrare le terapie prescritte ma anche di assicurare la nutrizione parenterale del paziente affetto da patologie oncologiche e/o croniche, che non sempre può alimentarsi in modo autonomo: un aspetto ancora più importante quando occorre intervenire a domicilio».
Il servizio s’inquadra nel potenziamento dell’assistenza domiciliare svolta da alcuni anni dalla Rete di terapia del dolore e cure palliative della Asl, diretta dal professor Marinangeli, «al fianco di malati terminali oncologici e/o cronici, supportando le famiglie che spesso restano da sole ad affrontare disagi molto forti. Lo scorso anno la Rete ha assicurato 1071 visite a domicilio in tutta la provincia. Bene anche nell’attività dei due hospice, dell’Aquila, diretto dal professor Marinangeli, e di Pescina, diretto dalla dottoressa Emma Cornelio, che accolgono malati inguaribili: nel 2016 sono stati 158 i pazienti assistiti nella struttura ex Onpi (più di quelli dell’anno precedente) mentre il centro di Pescina ha confermato lo standard quantitativo di prestazioni del 2015 con 101 ricoveri».

