Terapie del malato oncologico Sulmona esporta il suo modello

22 Novembre 2015

SULMONA. L’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila “esporta” la propria esperienza-pilota sulla gestione del malato di tumore, incentrata sull’asse Rete oncologica territoriale-Terapia del dolore e cure...

SULMONA. L’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila “esporta” la propria esperienza-pilota sulla gestione del malato di tumore, incentrata sull’asse Rete oncologica territoriale-Terapia del dolore e cure palliative, in altre realtà della Regione. Ieri a Sulmona, nella Badia Santo Spirito al Morrone, per iniziativa del reparto di Oncologia dell’ospedale peligno, alla presenza di oncologi e specialisti del dolore delle Asl di Teramo e Chieti, sono state poste le premesse per estendere ad altre aree d’Abruzzo il nuovo modello d’integrazione ospedale-territorio, in modo da gestire con modalità nuove ed efficaci il malato oncologico. «Gestione integrata del paziente oncologico: verso nuovi standard di riferimento»: questo il tema al centro del meeting, a cui hanno partecipato oltre 100 specialisti e operatori sanitari di varie Asl abruzzesi. Iniziativa promossa da uno dei reparti dell’Asl incardinati all’interno di questo nuovo modello integrato di gestione, vale a dire l’Oncologia dell’ospedale di Sulmona diretta da Gaetano Saggio. «Nel comprensorio peligno», si legge in una nota, «il cancro, soprattutto per il tumore al seno e al colon, registra un’incidenza superiore alla media nazionale. L’oncologia del capoluogo peligno ogni anno contrasta l’attacco del tumore con 3.000 accessi in day hospital e circa 1.200 prestazioni in ambulatorio che riguardano, oltre alla malattia in sé, anche il trattamento del dolore. La breccia innovativa, aperta dall’Asl rispetto alla tradizionale gestione del malato oncologico, riguarda il trattamento integrato tra ospedale e territorio dove operano gli ambulatori dei distretti sanitari, operativi già da tempo all’Aquila e, da diversi mesi, presenti anche ad Avezzano e Sulmona. Grazie alla Rete aziendale oncologica, diretta da Enrico Ricevuto, il malato, quando possibile, viene seguito non più in ospedale, riservato ai casi gravi, bensì nel territorio e con cure personalizzate: così il paziente ha possibilità di accedere alle terapie nel luogo più vicino al posto in cui abita. È un nuovo assetto, quello introdotto dall’Asl il cui ulteriore punto di forza è costituito dalla Rete del dolore e delle cure palliative, diretta da Franco Marinangeli, che opera in simbiosi con quella oncologica. Tra i vantaggi, nella gestione integrata del malato di tumore, c’è che la prestazione sanitaria, in presenza di determinate condizioni, viene assicurata sempre più con cure a domicilio. Fondamentale, in questo senso, l’opera di coinvolgimento messa in atto dall’Asl sui medici di famiglia che, nell’affollato incontro a Sulmona, erano presenti in buon numero».

©RIPRODUZIONE RISERVATA