«Terre a uso civico per la coltivazione dello zafferano»

7 Agosto 2018

Paganica, proposta dello storico locale Raffaele Alloggia L’intento è di darle a giovani e incentivare la produzione

L’AQUILA. Negli ultimi anni si è parlato molto di zafferano, ma ancora manca quel salto di “quantità” per quanto riguarda la produzione. Raffaele Alloggia, che si sta impegnando molto su tale fronte – insieme alle associazioni di categoria e a giovani che vorrebbero riprendere una coltivazione che in passato è stata molto importante per Paganica – nel corso di un convegno che si è svolto nella frazione aquilana è intervenuto lanciando una proposta: mettere a disposizione di coloro che vogliono coltivare zafferano terreni di uso civico. «La maggior parte dei terreni idonei per questa coltura nel nostro territorio, che vanno dalle colline di Tempera ai pianori che si estendono fino a Picenze», ha detto Alloggia, «ricadono nella gestione delle amministrazioni dei beni di uso civico. Propongo quindi un progetto in sinergia con gli Usi civici e con la neonata Pro loco di Paganica. L’idea potrebbe essere quella che, una volta individuata una zona, la stessa venga recintata – affinché sia tutelata da possibili danni causati da animali selvatici – e poi sia suddivisa in lotti da assegnare a tempo determinato a giovani o a coloro che volessero intraprendere la coltivazione dello zafferano. Solo così, oltre all’iniziativa già avviata della “Banca dello zafferano”, le persone potranno essere incentivate. Auspico il sostegno del Comune dell’Aquila per questa idea-progetto in quanto per alcune problematiche relative alla nostra agricoltura che da anni ci assillano – canali di irrigazioni di origini romane in terra battuta diventati colabrodo, presenza della salmonella nelle nostre acque irrigue e l’elenco potrebbe continuare – nulla di concreto è stato fatto per la tutela dei cittadini sia da questa amministrazione comunale che da quelle passate. Tutto ciò, e mi riferisco proprio all’annosa questione della salmonella, con grave danno per l’unico prodotto di punta del territorio, i famosi fagioli di Paganica, dal 2014 presidio Slow Food».
©RIPRODUZIONE RISERVATA