Terremoto L’Aquila, sequestrati 800 balconi: “Il legno incollato senza i bulloni”/ Foto - Video

L’inchiesta sul crollo in un appartamento del Progetto Case: la forestale mette i sigilli alle finestre degli alloggi. Ditta fallita di Piacenza al centro delle indagini: tra le ipotesi, crollo colposo e frode in pubbliche forniture

L’AQUILA. Ottocento balconi delle palazzine costruite nel post-terremoto sequestrati. È l’ultimo sviluppo dell’inchiesta della procura dell’Aquila dopo il crollo di un balcone in un appartamento del Progetto Case. Gli agenti della forestale saranno già al lavoro da lunedì prossimo per mettere i sigilli. Sotto accusa, il legno incollato e non bullonato.
Un'azienda piacentina coinvolta nel crollo del balcone in una palazzina degli alloggi antisismici dell'Aquila costruiti dopo il terremoto del 2009. Si tratta della Safwood, azienda che vendeva legname dichiarata fallita dopo una vasta indagine della Guardia di Finanza di Piacenza coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Antonio Colonna. Indagine in cui, oltre a varie ipotesi di bancarotta fraudolenta si ipotizzava anche il reato di truffa per aver partecipato all'appalto per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo presentando credenziali false. Configura secondo la Procura anche il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, contestato ad alcuni ex dirigenti Safwood. Per questo motivo il sostituto procuratore Antonio Colonna invierà nei prossimi giorni gli atti ai colleghi romani, che hanno competenza sull'argomento.
La ditta in questione è la Safwood, sul cui crack ha posto l'attenzione la Guardia di Finanza di Piacenza: nell' ambito di quella indagine sarebbe venuta fuori una fornitura di legno di 11 milioni in subappalto che secondo gli le Fiamme gialle di Piacenza sarebbe «fasulla» al raggruppamento temporaneo d'impresa (Rti costituito dalle azienda napoletane Iter Gestione e Appalti Spa, Sled Spa e Vitale Costruzioni Spa.
La Rti si è aggiudicata una parte del bando pubblico della protezione civile nazionale per la realizzazione in 19 news town di circa 4500 alloggi prefabbricati antisismici dove sono stati ricoverati oltre 16mila aquilani rimasti senza casa dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Queste aziende, per problemi finanziari, successivamente sono state acquisite da altre imprese, tanto è vero che il Comune dell'Aquila nel contenzioso avviato dopo il crollo del balcone, ha come controparte l'assicurazione con la quale la Rti ha stipulato la polizia fideiussoria. Dopo il crollo del balcone dal secondo al primo piano, per il quale solo per caso non si è verificata una tragedia, il Comune dell'Aquila ha attivato controlli negli altri insediamenti, circa 500 alloggi, realizzati dalla Rti vietando comunque l'utilizzo delle terrazze.
«Subito dopo il grave fatto abbiamo aperta una inchiesta che è in pieno svolgimento», ha spiegato ancora il procuratore capo che non si è pronunciato sugli esiti. La proprietà del progetto case è passata dalla protezione civile nazionale al comune dell'Aquila in un clima di polemiche soprattutto per la difficoltà a reperire fondi per la gestione e la manutenzione. Per quest'ultimo servizio è stato affidato con una serie di proroghe alla Manutencoop che aveva vinto il bando con la protezione civile, che scadrà in questi giorni.
Come sottolineato dal procuratore capo, Fausto Cardella, e il pm titolare dell'inchiesta Roberta D'Avolio, oggi in una conferenza stampa, le ipotesi di reato, per ora contro ignoti, sono di crollo colposo e frode in pubbliche forniture. Al maxi sequestro si è arrivati perchè per legge deve esserci la conservazione della prova contro il rischio manomissione. Lunedì, quindi, comincerà la fase dell'apposizione dei sigilli che, tra l'altro, come ha spiegato il procuratore capo, saranno utili per evitare l'utilizzo degli stessi come prescritto anche nell'ordinanza del sindaco dell'Aquila subito dopo il crollo. Il crollo avvenne qualche settimana fa dal secondo al primo piano nella New town di Cese di Preturo dove solo per caso, vista l'assenza di persone, non si è verificata una tragedia. Il progetto Case, che si sviluppa in 19 insediamenti è il grande progetto abitativo realizzato dopo il sisma con la costruzione di circa 4.500 alloggi rivolto a 16 mila aquilani rimasti senza casa dopo quel 6 aprile 2009.
Presto potrebbero esserci i primi indagati nell'ambito dell'inchiesta sul crollo del balcone in legno in un insediamento del progetto case di Cese di Preturo. La vicenda giudiziaria potrebbe passare in pochi giorni da contro ignoti a contro noti. Prima di agire il pm D'Avolio sta attendendo i documenti da parte del Corpo Forestale sui lavori e sulle forniture di legno ritenuto scadente, insieme alla realizzazione dei balconi ritenuta difettosa. Accanto alle ipotesi di reato di crollo colposo e frode in pubbliche forniture è stata formulata anche quella di omissione di lavori in edifici che minacciano la rovina, quest'ultimo in riferimento alla correttezza della manutenzione ordinaria e straordinaria e in relazione al fatto che secondo quanto si è appreso i cittadini avevano più volte denunciato anomalie nei balconi. Ma sul reato di frode in pubbliche forniture, effettuate nel 2009, c'è il rischio di prescrizione.

