Terremoto, nuova condanna: «Le vittime furono rassicurate»

26 Gennaio 2023

Il giudice De Sensi infligge un altro maxi risarcimento al governo per le parole di De Bernardinis: dovrà pagare sei milioni ai familiari di otto deceduti e a cinque persone rimaste gravemente ferite

L’AQUILA. La sentenza choc è stata un’eccezione. Perché le cause civili per il sisma del 2009 lo stato le sta perdendo tutte senza ottenere sconti. L’ultima lunedì, quando il giudice del tribunale civile dell’Aquila Baldovino De Sensi ha inflitto un nuovo maxi risarcimento alla presidenza del Consiglio, istituzione a cui fanno capo il dipartimento di Protezione civile e la commissione Grandi rischi, per aver rassicurato la popolazione pochi giorni prima della tragica notte tra il 5 e il 6 aprile. Il governo dovrà pagare sei milioni di euro, senza riduzioni: nessun concorso di colpa è stato infatti assegnato alle vittime del terremoto, neanche questa volta.
Insieme un’altra sentenza arrivata poco prima di Natale su una causa gemella, questa porta a 15 milioni di euro i danni da pagare. In entrambi i procedimenti l’Avvocatura dello Stato si è dovuta scontrare contro le legali Silvia Catalucci e Maria Teresa Di Rocco. In questo caso rappresentavano i familiari di otto vittime del terremoto e cinque persone che rimasero gravemente ferite. In totale venti parti, che fecero partire il contenzioso in sede civile nel 2011 e che finalmente, dopo un percorso lungo e difficile, vedono un riconoscimento.
LE RASSICURAZIONI
Come nella sentenza gemella del 23 dicembre scorso, anche in questo caso alla base della condanna risarcitoria ci sono le rassicurazioni espresse dalla Commissione Grandi Rischi il 31 marzo del 2009.
In particolare quelle dell’allora numero due del dipartimento di Protezione civile, Bernardo De Bernardinis, già condannato in via definitiva in sede penale per omicidio colposo e per lesioni personali colpose per alcune parole dichiarate pubblicamente. In particolare la frase: «Non c’è pericolo, l’ho detto al sindaco di Sulmona, la comunità scientifica mi continua a confermare che anzi è una situazione favorevole, perciò, uno scarico di energia continuo».
Parole che lo stesso giudice De Sensi ha citato nella nuova sentenza civile, ricordando come nel processo portarono al riconoscimento di una responsabilità penale in quanto erano state «frutto di negligenza, imperizia e imprudenza».
LA Nuova CONDANNA
«Occorre, in questa sede, valutare se sussista o meno il nesso di causalità tra il fatto commesso dal De Bernardinis e la morte dei congiunti degli attori o le lesioni patite da altri e cioè se le dichiarazioni rese dal De Bernardinis abbiano indotto le vittime del terremoto a non uscire di casa rimanendo così travolte dal sisma», si legge nella nuova sentenza del giudice De Sensi, datata 23 gennaio e depositata ieri. È lui stesso a offrire la risposta in parole semplici: «Tenendo necessariamente conto del comportamento e delle abitudini delle vittime anteriormente al 31 marzo 2009, dell’avvenuta conoscenza delle dichiarazioni obiettivamente rassicuranti di De Bernardinis e dell’eventuale modifica delle abitudini di vita dopo tali dichiarazioni, ritiene il giudicante che, in questa sede, la prova del nesso causale sia stata raggiunta per tutti gli attori».
IL DANNO MORALE
La sentenza gemella di dicembre è diventata un simbolo, perché il giudice De Sensi ha riconosciuto alle vittime anche il danno morale (o “danno catastrofale” o “tanatologico”), quantificato in centomila euro per ognuno. Lo ha fatto anche in questo caso, riconoscendo per alcuni lo «stato di sofferenza spirituale o intima (paura o patema d’animo) sopportato dalla vittima nell’assistere al progressivo svolgimento della propria condizione esistenziale verso l’ineluttabile fine-vita».
LA SENTENZA CHOC
Nel frattempo, tra le centinaia di procedimenti civili sul terremoto dell’Aquila, i prossimi saranno giorni cruciali anche per la causa terminata in primo grado con la sentenza choc del 9 ottobre scorso della giudice Monica Croci. Proprio quella che ha assegnato il 30% del concorso di colpa per la loro morte a tre vittime del crollo del palazzo di via Campo di Fossa 6B.
Da una parte, infatti, proprio il giudice De Sensi a giorni firmerà la sentenza sulla causa bis che riguarda la morte delle sorelle Giusy e Genny Antonini, separata dall’altra a seguito della scomparsa dei fascicoli. Dall’altra parte, nelle prossime settimane saranno presentati tutti i ricorsi proprio contro la sentenza choc. Finora solo il Comune dell’Aquila ha depositato ufficialmente l’appello, mentre i familiari delle tre vittime lo stanno preparando.
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