Terreni del carcere contesi: Nardella (Uil) chiede chiarimenti

7 Gennaio 2021

L’AQUILA. Si faccia chiarezza al più presto sulla vicenda che vede contrapposta l’Agenzia del Demanio e l’Amministrazione dei beni per l’uso civico di Preturo (Asbuc) relativa alla proprietà dei...

L’AQUILA. Si faccia chiarezza al più presto sulla vicenda che vede contrapposta l’Agenzia del Demanio e l’Amministrazione dei beni per l’uso civico di Preturo (Asbuc) relativa alla proprietà dei terreni su cui circa trenta anni fa è stato costruito il carcere, oggi in gran parte utilizzato per detenuti in regime di 41 bis. Lo chiede con una nota Mauro Nardella della Uil polizia penitenziaria. Tra Asbuc e Agenzia del Demanio è da anni aperta una battaglia giudiziaria giunta ormai alla conclusione. Il commissario regionale per gli Usi civici (e poi la Corte d’Appello di Roma) ha stabilito che la proprietà dei terreni è dei “naturali” di Preturo. Il Tar tra qualche mese (così come deciso di recente dal Consiglio di Stato) sarà chiamato a far eseguire la sentenza: o abbattere il carcere (ipotesi che non sembra praticabile) o un accordo tra le parti per un indennizzo da stabilire. «Il terreno sul quale è stato edificato il carcere aquilano, stante a quanto emerge dalle notizie di stampa», scrive Nardella, «sarebbe stato occupato abusivamente quasi 30 anni fa per la costruzione del penitenziario. Il contenzioso potrebbe sfociare addirittura, seppur questa ipotesi sarebbe da ritenere assolutamente non auspicabile, nella chiusura del carcere e nel suo abbattimento. Vorrei augurarmi che la decisione che il Tar andrà a prendere tenga conto delle peculiarità che ha il carcere del capoluogo che è la struttura con il più alto numero di detenuti d’Italia ristretti al cosiddetto regime speciale (e non “carcere duro” come erroneamente spesso si riporta) del 41bis. Confidiamo quindi nella saggezza dei contendenti affinché si trovi una soluzione condivisa e che metta la parola fine all’annosa vicenda. Il mio pensiero, a tal proposito, non può che andare a tutti gli operatori che lavorano nel carcere. Quelle persone cioè, che per un verso o per un altro, del carcere dell’Aquila, autentico indotto territoriale, ci vivono», conclude Nardella. Qualche anno fa, dopo la sentenza che attribuiva la proprietà ai cittadini di Preturo, l’Asbuc ha tentato un’intesa con l’Agenzia del Demanio per l’indennizzo ma finora la cosa non è stata possibile. L’Agenzia sostiene che i terreni sono stati già pagati all’epoca a chi li “occupava” anche se in realtà non ne erano i proprietari. Adesso l’accordo sembra l’unica strada praticabile. (g.p.)
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