Terreni di uso civico ecco le tariffe per mettersi in regola

22 Novembre 2014

Nuove norme per l’affrancazione delle zone demaniali Possibile lo sblocco di circa mille pratiche di ricostruzione

L’AQUILA. Un nuovo regolamento per legittimare e affrancare i terreni gravati da uso civico. Il Comune, nell’ultima seduta del consiglio, ha approvato un testo dettagliato «che va a normare un vuoto normativo di 30 anni».

Secondo la zonizzazione, effettuata dal settore Ambiente, ben il 40 per cento del territorio comunale è rappresentato da terreni gravati da uso civico: alcuni destinati a coltivazione agricola, altri resi edificabili. «Il dato impone una regolamentazione del settore», afferma l’assessore con delega agli usi civici Lelio De Santis. «La carenza di norme precise rischiava di compromettere anche la ricostruzione, considerando il gran numero di abitazioni realizzate, nel tempo, sul demanio collettivo». I nuovi canoni per la legittimazione e l’affrancazione dei terreni gravati da uso civico si discostano da quelli stabiliti finora dalla Regione, che prendeva come base di calcolo il valore agricolo medio degli appezzamenti. Il Comune dell’Aquila ha stabilito, infatti, una forbice che oscilla tra i 5 e i 12 euro a metro quadrato. «Una richiesta economica equa e non vessatoria nei confronti dei cittadini», evidenzia De Santis, «con valori tarati sui prezzi di compravendita dei terreni negli ultimi dieci anni. Il nuovo regolamento degli usi civici va a colmare un vuoto normativo pesante, stabilendo regole precise sull’urbanizzazione del territorio. Molte abitazioni sono state edificate sul demanio pubblico, senza trovare ostacoli nel piano regolatore generale. Come studio preliminare, il settore Ambiente ha provveduto a effettuare una minuziosa zonizzazione del territorio calcolando che il 40 per cento dello stesso è gravato da uso civico». Quasi mille le pratiche, per la ristrutturazione di edifici danneggiati dal sisma, bloccate a causa della mancanza di norme certe sull’affrancazione delle zone demaniali. «Molti aquilani potranno, adesso, sanare situazioni pregresse, mettendosi in regola, senza esborsi eccessivi», conclude De Santis. «Il Comune ha il dovere di introitare, senza tuttavia vessare i cittadini. Il regolamento stabilisce canoni che variano, secondo le zone, da 5 a 12 euro a metro quadro, sulla base dell’attuale prezzo di mercato».

Monica Pelliccione

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