Terreni edificabili, critiche alla Regione

L’ingegner Di Cintio: su un ettaro si potrà costruire solo su 1.000 metri rispetto agli attuali 2.500
AVEZZANO. Perplessità sul disegno di legge “Governo, tutela e uso del territorio”, in vista di approvazione in Regione. La parte edificabile nei terreni verrà drasticamente ridotta e ciò comporterà un freno allo sviluppo del territorio.
Un risvolto che va in controtendenza con lo spirito della legge che era quello di sviluppare il settore.
Un duro colpo per il territorio marsicano, area a prevalente economia agricola e industriale. Le critiche sono state mosse, nel corso della presentazione nella sala D'Annunzio all'Aurum di Pescara, alla presenza dell'assessore Donato Di Matteo, dall'ingegnere civile Sergio Di Cintio, di Avezzano.
La legge penalizza la Marsica, il Fucino e il Nucleo industriale alla luce dell’articolo 41 che porta a una drastica riduzione del rapporto di copertura, nei suoli agricoli, che in caso di approvazione dovrà essere non superiore a un decimo del lotto.
La legge attuale prevede invece un rapporto di copertura non superiore a un quarto del lotto di pertinenza. In pratica significa che su un ettaro di terreno oggi si possono realizzare 2.500 metri quadrati coperti, mentre con la nuova norma solo 1.000.
«Sono a favore del non consumo di suolo», spiega Di Cintio, «ma questa elevata restrizione è a svantaggio dello sviluppo dell’agricoltura della zona. Tutti questi fattori incidono sulla vita quotidiana e sulla qualità della stessa, di tutti i cittadini».
«Abbiamo una legge che risale al 1983 (la Legge regionale 18/83) modificata soltanto nel 1995», aggiunge Di Cintio, «oggi però è necessario guardare avanti favorendo il riuso di fabbricati esistenti dando la possibilità di cambiare la destinazione d’uso poiché in tal modo si risparmia suolo e si evita la desertificazione dei nuclei industriali».
Il riferimento è al nucleo industriale di Avezzano dove ci sono tanti capannoni abbandonati.
Di Cintio sollecita un aggiustamento della legge per evitare che invece di migliorare l'utilizzo delle risorse del territorio venga arrecato un danno alle aziende, scoraggiando gli investimenti.
«La priorità, per lo sviluppo delle città, deve essere posta guardando alle nuove generazioni», ha aggiunto l’ingegner Di Cintio, «e inoltre gli ambienti e gli spazi devono essere pensati e realizzati tenendo presenti le persone più deboli».
«La città e l’urbanistica», conclude l’ingegnere civile marsicano, «devono fornire un ambiente adatto ad ogni fase della vita e della crescita, dall’infanzia alla vecchiaia. Bisogna quindi tenere necessariamente conto dello sviluppo futuro del nostro territorio».
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