Terrorizzava da anni una coppia Stalker condannato a 29 mesi

L’uomo, un 56enne di Trasacco, aveva reso la vita impossibile a un medico e alla sua compagna Pedinamenti, minacce e aggressioni avevano spinto le due vittime anche a limitare le uscite da casa
AVEZZANO. Minacce di morte, pedinamenti e aggressioni andati avanti per lungo tempo hanno reso la vita impossibile a un noto medico avezzanese e alla sua compagna, tanto che i due erano stati costretti a cambiare le loro abitudini di vita temendo per la propria incolumità e quella dei loro cari. Ora il tribunale di Avezzano ha posto fine all’escalation di persecuzioni nei confronti della coppia marsicana condannando il loro stalker a 2 anni e 5 mesi di reclusione. Gianni Rosati, 56enne di Trasacco, è ritenuto colpevole di violenza privata, lesioni, danneggiamenti e minacce. Il giudice Marianna Minotti lo ha, inoltre, condannato a risarcire le vittime con 8 mila euro per il danno subito: 5 mila in favore del medico e 3 mila in favore della donna, nonché al pagamento delle spese legali che ammontano a 2.400 euro. Le continue condotte vessatorie nei confronti del professionista e della sua compagna sono andate avanti per oltre 5 anni trasformando la loro vita in vero e proprio incubo. Tutto era incominciato nel 2015 con le minacce di morte. In più di un’occasione, secondo gli atti processuali, Rosati aveva minacciato la donna dicendole che l’avrebbe sfregiata con l’acido, che avrebbe dato fuoco alla sua casa e alla sua macchina e che avrebbe ingaggiato qualcuno per uccidere il suo compagno. Il tutto per indurla a non rivolgersi alle forze dell’ordine. Poi dalle minacce il 56enne è passato ai fatti. Numerosi gli episodi denunciati da entrambi, come i pedinamenti poi sfociati in vere e proprie aggressioni. Un giorno mentre i due erano in auto Rosati li ha tamponati e una volta sceso dall’automobile si è scagliato contro il professionista prendendolo a pugni, tanto da costringere la compagna a spruzzargli contro lo spray al peperoncino pur di farlo desistere.
Aggressioni che hanno costretto la coppia anche a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Pedinamenti, appostamenti sotto le abitazioni e lo studio del medico, telefonate e messaggi minatori avevano generato nella coppia uno stato di ansia e paura. Al telefono lo stalker si era persino spacciato per il comandante della stazione dei carabinieri di Trasacco. Temendo per la loro incolumità e per quella dei familiari i due avevano dovuto anche limitare le uscite. Le vittime, che si sono costituite parte civile sono state assistite dall'avvocato Leonardo Casciere, mentre Rosati è stato difeso da Patrizia Bernardi.
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