Terza dose dai medici di famiglia Ma in provincia adesioni a metà

Le vaccinazioni possono essere effettuate sia in ambulatorio che a domicilio per i pazienti più fragili Albano (Fimmg): c’è anche la possibilità di immunizzare assistiti dei nostri associati non coinvolti
L’AQUILA. Anche i medici di famiglia sono sul campo per accelerare la campagna vaccinale. In provincia dell’Aquila circa la metà ha aderito all’iniziativa e sono partite le somministrazioni delle terze dosi. «Gli assistiti», spiega Vito Albano, segretario provinciale della Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale), «possono rivolgersi al proprio medico di base e verificarne la disponibilità. Le vaccinazioni possono essere effettuate sia in ambulatorio, sia a domicilio per i pazienti non deambulanti». Per quanto riguarda prime e seconde dosi, i medici di famiglia hanno iniziato lo scorso aprile: «In questo periodo stiamo facendo i richiami», aggiunge Albano, «e io personalmente sono già arrivato a quota 100. Attualmente abbiamo a disposizione in prevalenza il vaccino Moderna, che è più facile da utilizzare, rispetto a Pfizer, che ha tempi di impiego più stretti e deve esserci consegnato in dosi già preparate. Ma trattandosi di vaccini entrambi a m-Rna, non ci sono differenze sostanziali. Inoltre», sottolinea Albano, «molti di noi lavorano in associazione e quindi c’è anche la possibilità di vaccinare pazienti di medici associati che non hanno aderito alla campagna vaccinale». Per i medici di famiglia si tratta comunque di un notevole carico di lavoro. «Oltre alla somministrazione dei vaccini anti Covid», conclude Albano, «stiamo portando avanti la vaccinazione antinfluenzale e l’assistenza ordinaria, senza risparmiare energie, vista l’attuale emergenza sanitaria». Intanto, a livello nazionale è arrivata una circolare del commissario straordinario per l’emergenza, il generale Francesco Paolo Figliuolo, che ha ribadito che non sarà necessario prenotare o fare la fila agli hub alle categorie per le quali la vaccinazione è diventata obbligatoria, come il personale scolastico e le forze dell’ordine. Ricordando che l’obbligo scatterà dal 15 aprile, nella circolare viene espressa la necessità di garantire per queste categorie «l’opzione di accesso diretto agli hub vaccinali senza prenotazione e predisporre, ove possibile, linee dedicate, sia per il ciclo primario sia per i richiami». Inoltre, Figliuolo invita le Regioni «a ricorrere sistematicamente alla chiamata attiva per la prenotazione delle terze dosi, ad utilizzare in modo bilanciato entrambi i vaccini a m-Rna a disposizione e a rafforzare la capillarizzazione delle somministrazioni impiegando sia i medici di medicina generale, sia i farmacisti e i team mobili sanitari della difesa».
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