Terzo anno in trasferta per quattrocento studenti

Il De Nino-Morandi non riapre, Comune e Provincia cercano l’alternativa De Crescentiis: «Dieci giorni per una soluzione». O si tornerà a Pratola Peligna
SULMONA. Vetri rotti, erbacce, calcinacci e sporcizia accumulati in 21 mesi di abbandono. Comincia ad accusare i colpi della chiusura e dell’incuria l’istituto De Nino-Morandi. Per il terzo anno consecutivo, la campanella di settembre non suonerà per gli studenti dei due istituti tecnici nella sede storica di via D’Andrea, chiusa dal 17 ottobre del 2014, quando la Guardia di Finanza pose i sigilli sui lavori di ristrutturazione non a norma. Per questo è stato stabilito di reperire una sede alternativa in città nell’incontro di ieri in Provincia tra il presidente Antonio De Crescentiis, il sindaco di Sulmona Annamaria Casini, il dirigente scolastico Massimo Di Paolo, il direttore dell’ufficio per la ricostruzione dei centri del cratere sismico Paolo Esposito, l’assessore comunale ai Lavori pubblici Mario Sinibaldi e il consigliere Roberta Salvati. I tempi però stringono, e difficilmente la scuola sostitutiva sarà individuata per settembre. Per la prima campanella, dunque, i circa 400 studenti degli istituti per geometri e ragionieri potrebbero tornare all’Iti di Pratola, come da quasi due anni a questa parte. La ricerca della sede alternativa è legata ai sigilli che sono ancora posti su una parte dell’edificio e che ne ritardano la riconsegna alle istituzioni, coi soldi pubblici spesi che stanno andando in malora assieme alle pareti che erano state ridipinte di fresco. Tutti lavori che dovranno essere rifatti da capo, come quelli sui pilastri giudicati non a norma. «Nel corso dell’incontro», ha sottolineato De Crescentiis, «abbiamo ribadito la necessità di riportare l’istituto nella città di Sulmona al più presto. Per questo, in attesa dei lavori di ripristino del plesso scolastico, ho proposto al sindaco Casini di verificare la disponibilità di edifici di proprietà del Comune in città adeguati a ospitare temporaneamente lo svolgimento delle attività didattiche. Verifiche delle quali, grazie all’impegno del sindaco, avremo riscontro già nei prossimi dieci giorni».
Nel frattempo, ingente resta il danno economico subìto dalle librerie, cartolibrerie, pizzerie e bar sorti proprio nei pressi dell’istituto.
Il 17 ottobre del 2014 i finanzieri del comando provinciale dell’Aquila hanno sequestrato i corpi di fabbrica 1 e 3 del plesso scolastico, oggetto di lavori di messa in sicurezza e adeguamento sismico dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Federica Pantano
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