Terzo crac in 25 anni (dopo il 1994 e 2004): una storia tormentata. E oggi la difficile risalita

5 Giugno 2019

Appena un giorno dopo il quarantennale della scomparsa dei Quattro Tifosi – Maurizio Climastone, Paolo Centi, Carlo Dionisi e Carlo Risdonne – ricordati con un’iniziativa promossa dalla tifoseria,...

Appena un giorno dopo il quarantennale della scomparsa dei Quattro Tifosi – Maurizio Climastone, Paolo Centi, Carlo Dionisi e Carlo Risdonne – ricordati con un’iniziativa promossa dalla tifoseria, viene scritta l’ennesima pagina nera della lunga, e assai travagliata, storia del sodalizio rossoblù. E così, agli anni infausti del 1994 e del 2004, quando la società, sempre a causa di montagne di debiti e gestioni dissennate, fu cancellata per due volte dallo scenario del calcio, si aggiunge anche il 2019. Del resto, i segnali della scorsa stagione erano stati chiari. Non sempre altrettanto chiare, invece, le manovre messe in campo all’ultimo momento nel tentativo – disperato – di evitare di nuovo il baratro. Impossibile dimenticare le passerelle allo stadio Gran Sasso-Acconcia, con tanto di codazzo plaudente, e neppure i malriusciti tentativi della politica di tenere in piedi qualcosa che, come la sentenza di ieri ha evidenziato, non aveva ragione di essere. La crisi, insomma, era cominciata già da prima. Ora, paradossalmente, il fallimento apre la possibilità di ricostruire tutti i passaggi – inadempienze, furbizie, sotterfugi, se non veri e propri reati – che hanno portato la società a una condizione di incapacità di soddisfare le proprie obbligazioni. Dalle carte, che è obbligatorio consegnare, potrà dunque essere riscritta la storia rossoblù degli ultimi anni, dal sogno degli spareggi per la promozione in serie B (con Giovanni Pagliari in panchina) fino alla mancata approvazione del bilancio a marzo 2018 e alla conseguente mancata iscrizione alla serie D della scorsa estate. Il curatore avrà in mano nomi e cognomi, e non si esclude che possano aprirsi ulteriori scenari sul fronte giudiziario. La notizia di ieri è infine un monito per chi – come l’attuale società – è in queste ore alle prese con la scelta degli “apparentamenti” per dare continuità al calcio cittadino.
(e.n.)