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25 luglio

25 Luglio 2026

Oggi, ma nel 2004, a Roma, il tumore al fegato si portava via, a 66 anni, il musicista e paroliere Gaetano “Totò” Savio, storico fondatore degli Squallor, il gruppo demenziale sorto, con Daniele Pace, Giancarlo Bigazzi, Elio Gariboldi, Alfredo Cerruti, a Milano, nel 1971 e attivo fino al 1994. Partenopeo, spesso uscito nella scena artistica con lo pseudonimo “Antonio Rosario”, aveva iniziato come chitarrista ed era finito a dirigere l’orchestra della Rai per importanti eventi messi in onda sul piccolo schermo. Ma soprattutto aveva firmato, per la parte musicale, brani entrati nella storia della leggera tricolore. Da “Cuore matto”, portato alla ribalta da “Little Tony”, al secolo Antonio Ciacci, e giunto 10° al 17° Festival di Sanremo il 28 febbraio 1967, a “Se bruciasse la città”, intonato da “Massimo Ranieri”, ovvero Giovanni Calone, dal 27 settembre 1969 al 6 gennaio ’70, nell’edizione XIV di Canzonissima salendo sul gradino più basso del podio.

Passando per “Maledetta primavera”, pezzo lanciato verso il successo da Loretta Goggi nella kermesse canora della Città dei fiori numero 31 dal 5 al 7 febbraio 1981 ottenendo la seconda piazza e “Una rosa blu”, traccia consacrata da Michele Zarrillo nel 1982 anche se bloccata nella fase eliminatoria della gara sanremese numero 32 del 28-30 gennaio. Ed ancora “L’ultimo amico va via” evergreen reso tale da Franco Califano nel 1972. Savio (nella foto, particolare, nella locandina del tributo resogli all’ombra del Vesuvio, il 26 settembre 2024, in occasione del ventennale dalla dipartita terrena, per il premio “San Gennaro World”), spalleggiato dalla moglie, la parigina Jacqueline Schweitzer - con la quale aveva anche diviso la scena e che sarà la curatrice del sito internet commemorativo - aveva lungamente lottato contro problemi di salute che avevano condizionato una fetta notevole del suo percorso professionale.

Il suo fisico era stato già minato, nel 1990, dal carcinoma alla gola. Tutta la vicenda umana ed artistica verrà raccontata dalla consorte pure nelle 301 pagine del volume “Cuore matto”, che sarà pubblicato dalla casa editrice capitolina Arcana, nel 2014.