Terzo settore, l’ossigeno dal 5 per mille

Onlus e cooperative sociali in prima fila. Pubblicità e passaparola gli strumenti per arrivare al contribuente
L’AQUILA. C’è chi usa i soldi per aiutare le mamme in difficoltà. Chi invece li destina ai progetti per reinserire nel mondo del lavoro persone con disagi mentali. E poi c’è chi decide di raccoglierli per la conservazione del camoscio d’Abruzzo e dell’orso bruno marsicano. Il 5 per mille è stato per anni protagonista di spot che passavano di tanto in tanto sulla tv di Stato per invitare i contribuenti a donarlo per lo più alla Chiesa cattolica. Poi le cose sono cambiate e così il ventaglio della scelte è stato ampliato.
Sono arrivate onlus, cooperative e addirittura i Comuni e gli enti che avviano progetti articolati finanziati grazie all’aiuto di chi paga le tasse. «La cooperativa sociale Lybra di Capistrello da quattro anni ha avviato la raccolta per il 5 per mille», ha commentato il presidente Gino Scatena, «negli anni passati è stato un crescendo, più andiamo avanti e meglio è. Tramite il passaparola riusciamo a rintracciare i donatori, poi i soci, gli amici, i parenti. Avviamo anche una raccolta sui social e devo dire che abbiamo dei buoni risultati. Cerchiamo di sensibilizzare tutti. Il primo anno abbiamo raccolto 700 euro, l’ultimo invece 3.500 euro. Tutti i soldi vengono poi utilizzati per il reinserimento lavorativo per le persone svantaggiate».
ORSI E CAMOSCI. Mentre a Capistrello si pensa ai lavoratori, a Pescasseroli sono l’orso e il camoscio i destinatari del 5 per mille. «Da quest’anno abbiamo deciso di avviare l’iniziativa e speriamo di avere tanti sostenitori», ha dichiarato Antonio Carrara, presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, «da qualche giorno la stiamo pubblicizzando cercando di raggiungere più persone possibili. Il nostro obiettivo è la ricerca finalizzata alla tutela della biodiversità del Parco che già sosteniamo con dei piccoli contributi. Magari, con il 5 per mille riusciremo a fare le cose più in grande». Il ricavato del 5 per mille potrà aiutare il Parco a onorare, di più e meglio, gli obblighi di tutela e ricerca scientifica dell’immenso patrimonio di biodiversità dell’area protetta, a cominciare dalle sue specie simbolo: il camoscio d’Abruzzo e l’orso bruno marsicano. Negli ultimi anni non sono mancate le polemiche sull’arrivo dei fondi tanto che nelle ultime settimane è anche partita una raccolta di firme per far in modo che si acceleri nell’accreditamento del 5 per mille alle onlus. L’Agenzia delle entrate impiega circa due anni, infatti, per versare i soldi alle varie associazioni e cooperative alle quali sono stati destinati. Un problema per chi programma delle iniziative contando su quei soldi e poi è costretto a bloccare tutto per mancanza di soldi. Per questo è stata avviata una petizione per far accelerare i tempi così come avviene per il 2 per mille ai partiti ai quali i fondi vengono accreditati dopo qualche mese.
SALUTE MENTALE. «La nostra associazione 180 amici L’Aquila è nata nel 2010 a tutela della salute mentale», ha raccontato il presidente Alessandro Sirolli, «operiamo soprattutto come supporto dei soci svantaggiati e delle persone o delle famiglie che hanno vissuto esperienze di malattie mentali. Noi abbiamo dei gruppi di mutuo aiuto per trasporto sociale, ma anche altre iniziative che hanno l’obiettivo di tendere la mano alle persone in difficoltà. I bilanci saranno on line da quest’anno in modo da permettere a tutti di consultarli». Anche l’associazione 180 amici L’Aquila, per pubblicizzare il 5 per mille, ha scelto diverse strade: dal sito web alla radio, fino alla mail list, e ai depliant informativi distribuiti in tutta la città.
MATERNITÀ LIBERA. Una mission diversa, invece, è quella dell’associazione Maternità libera di Sulmona che vuole favorire il libero esercizio del diritto di procreare, di portare a compimento una gravidanza in atto, ma anche di assicurare alla donna che non volesse riconoscere il neonato la segretezza della gravidanza, del parto e del mancato riconoscimento del figlio. L’associazione è inoltre sempre alla ricerca di donne che aiutano altre donne anche grazie al supporto morale. Si dà cioè la possibilità di sostenere le donne incinte che stanno decidendo se abortire o portare a termine la gravidanza, se partorire e crescere il proprio bambino oppure donarlo in adozione. «Abbiamo avviato da due anni la raccolta fondi tramite il 5 per mille», ha affermato Silvio Bellano, responsabile della comunicazione dell’associazione guidata da Alessandra Figorilli, «i frutti purtroppo sono ancora pochi, ma non perdiamo la speranza. Portiamo avanti una serie di iniziative per le donne in stato interessante, ma anche per quelle che necessitano di assistenza psicologica in scelte difficili come l’aborto o l’adozione».
CARITAS. Mentre le associazioni e le cooperative onlus ricevono il 5 per mille alle opere di carità viene invece destinato l’8 per mille. Ad Avezzano la Caritas diocesana arriva a sostenere in un anno fino a 3.500 famiglie. Nuclei non solo formati da extracomunitari, ma sempre di più anche da italiani senza lavoro. «I cittadini possono destinare alle opere di carità l’8 per mille», ha raccontato don Ennio Tarola che da anni dirige la Caritas e tutte le strutture a questa collegate, «questi poi arrivano ai vescovi che li distribuiscono in base alle esigenze del territorio tra i vari settori. Fino a qualche anno fa a noi arrivavano circa 210mila euro l’anno che erano, e sono ancora oggi, gli unici fondi che abbiamo per tutte le nostre attività. Ancora oggi il vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, ci assegna parte di questi fondi, mentre altri li eroga a favore di altre opere di carità». La mole di lavoro della Caritas è sempre tanta. Oltre alla mensa che funziona ogni giorno dell’anno, compreso il Natale e la Pasqua, c’è la distribuzione dei pacchi famiglia, degli abiti e poi il servizio doccia e l’assistenza alle persone disagiate. «Ogni giorno a pranzo vengono 70 persone», ha continuato don Ennio, «siamo in un campo di battaglia quotidiano. Quello che spaventa è che le famiglie italiane in difficoltà stanno crescendo e ora non si vergognano più di venirci a chiedere aiuto».
Anche l’associazione culturale San Pietro della Ienca dell’Aquila lancia l’appello a devolvere il 2 per mille «per le nostre attività culturali», come sottolinea il presidente Pasquale Corriere, «e quest’anno abbiamo un lungo elenco di presenze al Giardino letterario».
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