Tesori da restaurare, lavori per 114 milioni

Ecco i 113 interventi finanziati. Nell’elenco anche Castello cinquecentesco, Teatro comunale e chiesa di Sant’Agostino
L’AQUILA. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess), nella seduta che si è tenuta lo scorso 27 luglio, ha approvato nell’ambito del programma di ricostruzione nei territori colpiti dal sisma 2009 nella regione Abruzzo, il secondo piano annuale per il settore di intervento di ricostruzione pubblica relativo alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale della città dell’Aquila e dei territori devastati dal terremoto.
Lo rende noto il Segretariato regionale per i Beni culturali che precisa che «il programma degli interventi sarà operativo solo in seguito alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana».
Il programma prevede una miriade di interventi, gran parte nell’Aquilano ma anche in altre province abruzzese, per un totale di quasi 114 milioni di euro. Sono 113 gli interventi finanziati, di cui 78 per lavori (gli altri riguardano progettazioni). Si tratta per la maggior parte di interventi su chiese. Per quanto riguarda il Comune dell’Aquila e dintorni ci sono ben 26 milioni per il Castello cinquecentesco, tre milioni per il Teatro comunale, cinque milioni per la chiesa di Sant’Agostino (che ante sisma era un teatro). E poi soldi per edifici sacri di Villa Sant’Angelo, Navelli, Capitignano, Barete, Villa Santa Lucia, Sant’Eusanio Forconese, Campotosto.
Tra gli interventi approvati ce ne sono due che interessano il patrimonio culturale di Tornimparte: il restauro della chiesa della Vergine Santissima della Libera di Madonna della Strada e una quota lavori per il restauro della chiesa di San Panfilo.
«In questi anni ho avuto la fortuna di conoscere tante, tantissime, persone che si occupano del recupero dei Beni culturali» ha scritto sulla sua pagina Facebook il sindaco di Tornimparte, Giacomo Carnicelli, «persone con una professionalità e una disponibilità veramente straordinarie e credo che anche questa sia l’occasione giusta per dire un grande grazie a ognuno di loro».
Si tratta di una bella iniezione di denaro ma anche per certi versi di fiducia, per la rinascita dei centri storici colpiti dal sisma. Sono mesi ormai che non si sentono altro che grida di dolore sui ritardi della ricostruzione pubblica e delle chiese in particolare. Questo è un passo significativo al quale ne dovranno seguire altri.
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