Tessere sanitarie, no al ritiro

19 Giugno 2018

L’Asl perde la causa in Appello e decide di ricorrere in Cassazione

SULMONA. Niente più blocchi delle tessere sanitarie senza avvertire gli utenti. È quanto emerso dal processo di secondo grado avviato da una denuncia di una sulmonese e raccolta dal Tribunale per i diritti del malato, che negli anni scorsi aveva ottenuto già una vittoria in primo grado.
Ora l’Asl prova a ribaltare le due sentenze, presentando ricorso per Cassazione. La vicenda risale al 18 giugno del 2014 quando il giudice accolse il ricorso di una sulmonese che aveva scoperto, presentandosi al Cup, che la sua tessera sanitaria era stata bloccata. «In tutti i casi in cui gli utenti si recano nello sportello del Cup e scoprono morosità di cui non erano a conoscenza, il blocco della tessera risulta nullo», spiega l’avvocato del Tribunale per i diritti del malato, Catia Puglielli. Il caso, nell’aprile dello scorso anno, sempre grazie al Tdm, finì anche all’attenzione del ministero della Salute. Sono migliaia gli accertamenti avviati in tutta Italia da Finanza e Agenzia delle entrate, col rischio di cause penali su dichiarazioni ritenute false per ottenere le esenzioni ticket per esami e visite mediche. Le irregolarità contestate si riferivano all’articolo 316 ter del codice penale, che impone, per indebita elargizione di prestazioni, sanzioni amministrative da un minimo di 5.164 euro a un massimo di 25.822 euro. Multe salatissime che, però, non potranno superare il triplo della cifra dovuta all’Asl. Con la sentenza della Corte d’Appello riguardo la vicenda che vede protagonista la donna di Sulmona, il Tdm ottiene un altro punto a favore. La Asl, dunque, non ha affatto colto l’invito del Tribunale per i diritti del malato a risolvere fuori dagli uffici giudiziari il caos delle circa 1.700 tessere bloccate nei mesi scorsi e dei 500 verbali su falso in atto pubblico spediti. Multe salatissime che, comunque, non potranno superare il triplo della cifra dovuta all’Asl. A giugno dell’anno scorso era arrivato il primo decisivo punto a favore del Tdm nel complicato puzzle delle tessere bloccate. Il giudice aveva accolto il primo ricorso d’urgenza presentato in difesa di una sulmonese di mezza età, finita nel blocco collettivo delle prestazioni sanitarie per morosità. Il provvedimento pilota è stato seguito da altre due sentenze, con conseguenze sul divieto per nuove prestazioni sanitarie in caso di debiti pregressi. (f.p.)
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