Tesserini sanitari bloccati È caos per 1.700 persone

La Asl prima concede le esenzioni sui pagamenti e poi le giudica non dovute Gli utenti interessati non possono prenotare visite e nuovi esami
SULMONA. Sono ben mille e 700 i cittadini che si sono visti bloccare i tesserini sanitari per prenotare visite e prestazioni sanitarie, in seguito a esenzioni sui ticket prima concesse e poi giudicate non dovute. Il difetto di comunicazione e controlli fra pazienti e Asl sta creando il paradosso per cui le persone che risultano morose nei confronti della Asl non possono prenotare nuovi esami, né possono usufruire di nuove esenzioni. L’alternativa per continuare a godere dei servizi del sistema sanitario nazionale anche a pagamento è quella di saldare il debito pregresso per le esenzioni non dovute, mora compresa, o quella di accettare la dilazione del pagamento. In questo ultimo caso, però, si deve aspettare di saldare tutto il pregresso per tornare a prenotare anche a pagamento nuove prestazioni, con tempi che si dilatano e che cozzano con eventuali urgenze. I casi, che salgono a diverse migliaia in regione, saranno al centro di una class action (azione legale collettiva) o di ricorsi a valanga da parte del Tribunale per i diritti del malato.
«La paradossale condizione si è creata per un difetto di comunicazione fra cittadini e Asl, che avrebbe dovuto accertare preventivamente l’effettivo diritto alle esenzioni», avverte l’avvocato dell’associazione, Catia Puglielli, «così, invece, con accertamenti posteriori e i cosiddetti avvisi di cortesia, che sono poi ingiunzioni di pagamento, si è creata questa situazione paradossale del blocco delle tessere sanitarie, che in casi di urgenze e necessità lede diritti fondamentali del cittadino. La legge, infatti, non prevede il blocco del tesserino sanitario. La situazione sta creando guai seri soprattutto a persone che non possono permettersi di saldare il pregresso e la relativa mora in un’unica soluzione. Dall’altro canto se si decide per il pagamento dilazionato non si può accedere ai servizi sanitari finché non si è saldato tutto il debito».
Tornano, poi, i problemi per i malati oncologici con la legge regionale approvata quattro giorni prima delle elezioni, che prevede ancora una volta di reperire i fondi dei rimborsi dalle entrate per mettere in regola soffitte e sottotetti. La legge era già stata dichiarata incostituzionale dalla Consulta, dopo il ricorso del Tdm, coi malati in attesa dei rimborsi del 2010 e l’appello presentato dalla Asl. Ribadite, infine, le carenze di organico in ospedale. «Il Centro di salute mentale ha ridotto l'apertura», annuncia Edoardo Facchini, responsabile dell’associazione, «non chiuderà più alle 18.30 per questo mese, ma alle 16.30, e a luglio e agosto alle 14. Poi, i problemi di personale in alcuni reparti compromettono la regolare turnazione e le prestazioni ai pazienti. Mi riferisco a ginecologia, pediatria, oncologia e ortopedia, dove addirittura abbiamo ricevuto lamentele di pasti non serviti ai malati impossibilitati a muoversi».
Federica Pantano
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