Test 5G nella Valle Roveto Di Paolo: non siamo cavie

28 Marzo 2019

CANISTRO. Tre comuni marsicani tra quelli scelti per la sperimentazione del 5G. L’iniziativa tecnologica ha allarmato molte delle 120 comunità coinvolte nel progetto riguardo a presunti rischi per...

CANISTRO. Tre comuni marsicani tra quelli scelti per la sperimentazione del 5G. L’iniziativa tecnologica ha allarmato molte delle 120 comunità coinvolte nel progetto riguardo a presunti rischi per la salute dei cittadini. Infatti, dopo l’ufficialità dei test sulla tecnologia 5G sono arrivate all’Autorità richieste di chiarimento da parte di alcuni sindaci dei 120 comuni che si trovano in digital divide, così come riportato nella delibera dell’Autorità per le telecomunicazioni. Per la Marsica si tratta di Canistro, Morino e Civita d’Antino, tutti nella Valle Roveto. Nel provvedimento, l’Autorità ha posto specifici obblighi di copertura 5G con frequenze in banda 700 Mhz a favore dei 120 comuni della lista che pertanto, a partire dall’effettiva disponibilità delle frequenze che dovrà avvenire entro il primo luglio 2022, potranno beneficiare della copertura 5G realizzata da Tim, Vodafone e Iliad, in quanto soggetti aggiudicatari. L’onere di realizzare la copertura sarà a totale carico degli operatori e dovrà avvenire nel pieno rispetto della normativa in materia di edilizia e urbanistica e delle altre leggi in materia, inclusa la normativa in materia di limiti elettromagnetici sul cui rispetto vigilano le Agenzie regionali di protezione dell’ambiente. Se però da un lato i Comuni si ritroveranno a costo zero un servizio all’avanguardia sul loro territorio, dall’altro dovranno fare i conti con i potenziali effetti sulla salute. Si attende infatti che scienziati indipendenti facciano luce sull’ipotesi che il 5G e il livello totale di radiazioni causati da RF-EMF (5G insieme a 2G, 3G, 4G e WiFi) non siano dannosi per i cittadini, in particolare neonati, bambini e donne in gravidanza. Nel frattempo che la comunità scientifica affronti il problema, secondo l’Autorità le misure introdotte, che non modificano le norme esistenti per la realizzazione delle reti ma ampliano le potenzialità di copertura, non potranno che apportare sviluppi positivi per i territori interessati, che beneficeranno dei numerosi vantaggi per cittadini, imprese e pubblica amministrazione derivanti dalla disponibilità diffusa di servizi di connettività wireless a banda larga e ultra-larga. Ma i sindaci vogliono vederci chiaro. «Non siamo disposti a fare da cavie», spiega il primo cittadino di Canistro, Angelo Di Paolo, «e se questo è l’intento ci opporremo con ogni mezzo a disposizione. Dobbiamo valutare la questione sotto l’aspetto tecnico scientifico e far valutare eventuali danni che potrebbe procurare alle persone. È una questione di sicurezza. Come Comuni, dobbiamo affidarci a degli esperti che possano fugare i dubbi. Seguiremo la questione con attenzione, ma è certo che non possono imporre queste cose senza passare dagli Enti locali». (p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.