Test a Medicina, proteste e denunce

Le accuse: «Ignorate irregolarità nello svolgimento delle prove». La replica: «Procedure corrette»
L’AQUILA. Denunce a Carabinieri e alla Procura della Repubblica. Il concorso di ammissione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi Dentaria dell’Ateneo aquilano, che si è tenuto martedì scorso in contemporanea in tutta Italia, all’Aquila è sfociato in un vespaio di polemiche. Ma questa volta gli studenti hanno intenzione di fare sul serio: dopo aver esposto alle commissioni d’esame quelle che hanno definito «evidenti irregolarità», si sono rivolti direttamente alle autorità. In particolare, ad accendere la miccia è stata la segnalazione di uno dei 642 candidati riguardante l’utilizzo da parte di un concorrente di un telefono cellulare durante il test di ammissione. Una segnalazione che, a detta dello studente, è caduta nel vuoto: la commissione infatti non ha riportato l’accaduto su nessun verbale, né ha preso alcun provvedimento nei confronti dell’aspirante medico. Non solo: altre segnalazioni hanno riguardato il fatto che alcuni studenti hanno completato il test oltre il termine prefissato, mentre altri ancora avrebbero utilizzato durante la prova microfoni e auricolari. Circostanze di cui non si sarebbero accorte, o non avrebbero voluto accorgersi, le commissioni che hanno vigilato sul regolare svolgimento del test. Per questo motivo i più agguerriti tra i candidati hanno deciso di esporre i fatti ai Carabinieri e si dicono pronti a portare la questione nelle aule di tribunale. D’altra parte, degli oltre 600 candidati, solo in 137 potranno effettivamente accedere ai corsi di laurea dell’Ateneo aquilano per indossare il camice bianco e la prova è stata giudicata piuttosto complessa dai candidati di tutta Italia, soprattutto in riferimento alle domande di cultura generale, passate da due a 12 proprio a partire da questo anno accademico. «Come ogni anno durante il test eravamo presenti fuori la facoltà con un banchetto informativo» spiega Matteo Paoletti, coordinatore dell’Unione degli universitari (Udu). «Come sanno i ragazzi che hanno affrontato il test, raccoglieremo tutte le segnalazioni e vedremo se fare esposti». L’Ateneo, in una nota, sostiene che«la rettrice, il direttore generale e il direttore del Dipartimento Mesva, accertata l’insussistenza delle irregolarità, esprimono un sentito ringraziamento alla Commissione, al personale e a quanti si sono prodigati per il regolare svolgimento delle prove».
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