Test del Dna alla scoperta della serva di Dio
I resti nell’ex Collegiata di San Bartolomeo potrebbero appartenere alla suora che sarà santificata
AVEZZANO. Università Federico II di Napoli pronta a eseguire il test del Dna sui resti recuperati nell’ultima campagna di scavi nell’ex Collegiata di San Bartolomeo (l’antica cattedrale di Avezzano distrutta dal terremoto del 1915) per accertare il ritrovamento di madre Maria Teresa Cucchiari, la missionaria del ‘700 in odore di santità, unica religiosa sepolta nel sacello dei sacerdoti semplici. L’esame, che sarà effettuato gratuitamente al termine del lavoro di ricomposizione dei resti portato avanti dagli esperti della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio, coordinati da Emanuela Ceccaroni, al Musé di Celano, accerterà il ritrovamento della religiosa venerata in molte aree del mondo, in particolare ad Avezzano dove la serva di Dio ha trascorso gran parte della sua vita. Francesco Salvatore, professore del Dipartimento di medicina molecolare e biotecnologie mediche dell’Università Federico II, contattato dall’architetto Roberta Baldassarre, presidente di Circuito Aperto, l’associazione che organizzò evento ispirato agli scritti della Missionaria nella chiesa San Giovanni, ha dato disponibilità a eseguire l’indagine «gratuitamente nell’ambito della sperimentazione di campioni e matrici diverse». Cresce l’attesa per un evento che darebbe nuovi impulsi al processo di santificazione. L’iter avviato nel 1993 dalla superiora generale madre Adelaide Tommasino, d’intesa col Consiglio generale, accogliendo le richieste delle suore e della Famiglia trinitaria che, da tempo, auspicavano la glorificazione della Fondatrice, si concluse nel 2001. La causa storica è nelle mani del postulatore Javier Carnerero, nella fase cosiddetta “romana” per la sintesi critica della documentazione che prova l’esercizio eroico delle virtù e la fama di santità della serva di Dio. «Confidiamo nella felice conclusione della causa di canonizzazione di madre Maria Teresa della Santissima Trinità», il pensiero di Rossella Pantanella, postulatrice della Missionaria trinitaria, «questa umile donna del Settecento, formatasi a Roma sotto la guida dei Padri trinitari scalzi spagnoli, e vissuta per il resto della sua vita ad Avezzano come maestra pia trinitaria, ha mostrato piena fiducia e speranza nel Signore, rivelando un amore ardente per le persone umili e bisognose, quali le fanciulle povere del suo tempo, al cui riscatto civile, morale e religioso ha dedicato la vita». (m.s.)
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