Test epidemiologico di massa: un mese di questionari e analisi

19 Giugno 2024

Si parte dai residenti delle Marane, i cittadini riceveranno a casa un foglio da compilare (senza obblighi) L’amministratore del Cogesa polemico: «Siamo i gestori dell’impianto, ma nessuno ci ha invitato»

SULMONA. Un mese di indagini epidemiologiche con il laboratorio mobile dell’Arta e dell’Ispra e questionari alla popolazione per aderire alla campagna di prevenzione. Così la città di Sulmona si prepara allo screening di massa, deciso l’altro giorno, al termine di un tavolo tecnico con Arta, Regione, Asl e Comune, in merito ai miasmi della discarica di Noce Mattei del Cogesa. L’obiettivo è quello di verificare se esiste un collegamento tra l’impianto di smaltimento rifiuti della partecipata peligna e i ricoveri che si sono registrati negli ultimi anni a Sulmona. Verrà tenuta sotto osservazione la qualità di acqua, aria e terra per trenta giorni, come annuncia il sindaco, Gianfranco Di Piero, che questa mattina si confronterà di nuovo con l’Istituto superiore della sanità per definire modalità e tempistiche dello screening di massa e per chiedere suggerimenti. La necessità di una nuova indagine è dovuta proprio allo studio effettuato, nelle scorse settimane dall’Iss, che ha rilevato una mortalità in linea con la media regionale ma anche un eccesso di ricoveri per i tumori alla mammella e alla prostrata. Solo tra la popolazione femminile, dal 2013 al 2023, sono stati 900 gli accessi in ospedale per le patologie oncologiche. «Sicuramente lo screening sarà effettuato su base volontaria. I cittadini riceveranno un questionario a casa e probabilmente anche delle provette per i vari esami, come del resto già fa la Asl per la campagna di prevenzione ordinaria contro alcune patologie. Noi vogliamo rafforzare questa rete ma vogliamo chiedere aiuto all’Istituto superiore della sanità per capire quanto tempo serve ma soprattutto se stiamo andando sulla direzione giusta», afferma Di Piero. Pap test, esami e analisi verranno comunque effettuati, gratuitamente, dal laboratorio mobile che metterà in campo la Asl 1. Si comincerà con i residenti della frazione Marane di Sulmona, dove si trova la discarica del Cogesa per poi coinvolgere, man mano, l’intera popolazione. Intanto, nell’ultimo anno sono state quasi 600 le segnalazioni arrivate al Comune, tramite apposita app, legate ai miasmi provenienti dall’impianto di Cogesa. Tuttavia dalla società partecipata protestano per lo sgarbo istituzionale dovuto agli ultimi incontri che si sono tenuti, senza la presenza dei rappresentanti. Cogesa infatti non è stata invitata al tavolo tecnico, nella sede dell’Arta Abruzzo, dove è arrivato il via libera per l’indagine epidemiologica da effettuare con l’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale e per lo screening di massa. «Non siamo stati convocati. Eppure si parla del nostro impianto. Tutti gli attori sono stati invitati ufficialmente eccetto noi che ci occupiamo della gestione della discarica», conclude l’amministratore unico del Cogesa, Nicola Sposetti.
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