Test genetici alla portata di tutti

Presentata la collaborazione tra Dante Labs e Farmacie comunali
L’AQUILA. «Ogni cittadino italiano potrebbe disporre di diagnosi di malattie genetiche rare, conoscere la predisposizione al cancro o a specifiche malattie cardiovascolari».
È quanto illustrato ieri mattina al Comitato tecnico di Assofarm dai vertici di Dante Labs, la multinazionale specializzata nel sequenziamento del Dna, leader del proprio settore, per «avviare un programma di distribuzione dei servizi dell’azienda abruzzese nelle farmacie comunali italiane». L’incontro tra la componente tecnico-operativa di Assofarm, guidata dal presidente Venanzio Gizzi, e la Startup, segue una prima presentazione di quest’ultima, avvenuta lo scorso novembre a Pisa, in occasione della Giornata nazionale delle Farmacie comunali.
I numeri e la storia di Dante Labs sono notevoli. Nel 2014 due amici d’infanzia si incontrano a New York, dopo aver seguito esperienze professionali differenti (Economia uno, Biotecnologie l’altro) e nel 2016 fondano un centro di genomica avanzata tra i più grandi d’Europa. Per la sede del centro scelgono L’Aquila, e in particolare il Tecnopolo d’Abruzzo, guidato dal direttore Roberto Romanelli.
«Da allora Dante Labs ha sequenziato oltre 20.000 genomi, corrispondenti al 3% dell’intero mercato mondiale di questo settore», hanno illustrato i dirigenti di Dante Labs, che attualmente ha clienti in 90 Paesi del mondo, anche se la maggior parte delle commesse arriva dagli Usa.
«Il punto di forza dell’azienda è la sua capacità di analizzare l’intero genoma di un essere umano in 2 giorni, a cifre assolutamente accessibili. Il che significa che praticamente ogni cittadino italiano potrebbe disporre di diagnosi di malattie genetiche rare, conoscere la predisposizione al cancro o a specifiche malattie cardiovascolari. Siamo evidentemente di fronte al futuro della prevenzione sanitaria», ha affermato il presidente Gizzi, «a fronte sul quale Assofarm ha sempre investito tantissime energie. Di Dante Labs però ci convincono tante altre cose, prima fra tutte un modello commerciale e prezzi di servizio perfettamente coerenti con una concezione sociale e non elitaria del diritto alla salute». (v.p.)
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