«Test rapidi, Marsilio faccia chiarezza»
CASTEL DI SANGRO. Fa discutere l’utilizzo dei kit sierologici acquistati dal Comune di Castel di Sangro e utilizzati senza la validazione del ministero della Salute. A chiedere alla Regione di fare...
CASTEL DI SANGRO. Fa discutere l’utilizzo dei kit sierologici acquistati dal Comune di Castel di Sangro e utilizzati senza la validazione del ministero della Salute. A chiedere alla Regione di fare chiarezza sulla vicenda è il capogruppo regionale del Pd Silvio Paolucci, che vuole sapere se «questa presunta attività di screening sta avvenendo sotto il controllo, la supervisione e il coordinamento da parte delle autorità sanitarie», dal momento che sebbene l’impiego di kit commerciali di diagnosi rapida virologica rappresenti un’esigenza in situazioni di emergenza come quella attuale, gli approcci diagnostici al momento tecnicamente più attendibili e disponibili rimangono quelli basati sul rilevamento del virus in secrezioni respiratorie attraverso i metodi scientifici tradizionali. «Seguendo il dibattito sviluppatosi in merito alla vicenda», scrive Paolucci al governatore Marco Marsilio e all’assessore Nicoletta Verì, «vogliamo sapere il motivo per il quale alcuni enti sono stati diffidati nel proseguire in tale iniziativa ed altri no. Mi riferisco in particolar modo alle diffide ricevute dai sindaci dei Comuni di Aielli, Cerchio e Prezza, mentre non risulta a chi scrive un’iniziativa simile nei confronti del sindaco di Castel di Sangro, che ha annunciato di aver acquistato questi test sierologici. A questo punto è lecito e doveroso porsi alcune domande presumendo la certa conoscenza delle iniziative in atto di cui si è data ampia rilevanza comunicativa». Paolucci chiede inoltre se «questi dispositivi hanno ottenuto – a differenza degli altri oggetto di diffida – una validazione da parte del Ministero o dell’Istituto superiore di sanità poiché il rischio che passi il messaggio dei due pesi e due misure è estremamente elevato». (m.lav.)
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