Testa d’agnello mozzata, choc nel Parco

2 Aprile 2019

Avvertimento all’uomo che combatte gli abusi edilizi. Il 49enne Gennai è anche tra i papabili alla direzione dell’Ente

PESCASSEROLI. Una testa d’agnello mozzata infilzata sulla recinzione e un biglietto con minacce: «Gennai pezzo di m... tornatene a Siena dai tuoi figli o va a finire che noi demoliamo te». Intimidazione tipica del linguaggio mafioso che ha messo nel mirino Andrea Gennai, 49enne di Pisa, già funzionario del Parco nazionale foreste Casentinesi e da un paio d’anni negli uffici del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise a Pescasseroli, dove si occupa prevalentemente, in qualità di responsabile del servizio tecnico e insieme all’ufficio legale dell’Ente, della repressione degli abusi edilizi commessi nell’area protetta. Stalle illegali, manufatti in cemento non autorizzati, costruzioni più o meno grandi spuntate negli anni sulle montagne dell’orso marsicano. E la “firma” dell’autore dell’intimidazione è molto chiara, visto che fa riferimento proprio ai procedimenti di demolizione che il Parco ha intimato a diversi abusivi della Marsica e dell’Alto Sangro. Il nome di Gennai, tra l’altro, è anche nella terna dei papabili direttori dell’Ente. Sulla vicenda indagano i carabinieri e la Procura di Sulmona ha aperto l’inchiesta. Sono stati ascoltati sia Gennai che altri funzionari per cercare di risalire al responsabile dell’intimidazione. La testa mozzata d’agnello e il foglio scritto con un pennarello blu sono stati trovati sulla recinzione del Centro visite del Parco nazionale. Scoperta fatta intorno alle 10 di ieri, all’ora dell’apertura, da alcune dipendenti. Subito è stato allertato il servizio di sorveglianza del Parco e successivamente sono stati chiamati i carabinieri di Pescasseroli e Castel di Sangro. Il messaggio è stato lasciato l’altra notte. Si sta vedendo se nella zona vi sono telecamere di sorveglianza che possano avere filmato persone o auto sospette.
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