Testa e le querele ai giornalisti I sindacati: «Atto intimidatorio»

L’AQUILA. Non si placano le polemiche scatenate dall’annuncio del manager della Asl Roberto Testa di querele nei confronti di testate e giornalisti. A scendere in campo anche la Cgil che, in una nota...
L’AQUILA. Non si placano le polemiche scatenate dall’annuncio del manager della Asl Roberto Testa di querele nei confronti di testate e giornalisti. A scendere in campo anche la Cgil che, in una nota inviata tra gli altri al ministro della Salute, torna a sollecitare la costituzione di una commissione d’inchiesta e un intervento ispettivo. «Respingiamo con forza qualsiasi atteggiamento che non vada alla ricerca della verità», affermano i segretari Francesco Marrelli e Anthony Pasqualone, «ma che rappresenti un atto intimidatorio nei confronti di chi svolge quotidianamente il proprio lavoro, che siano questi giornalisti, operatori sanitari, partiti politici o organizzazioni sindacali. Riteniamo che il comportamento di Testa sia offensivo per un’intera comunità che ha diritto a un sistema sanitario efficiente ed efficace. Detto atteggiamento, fa seguito a un’inchiesta interna sul personale, che la stessa Asl avrebbe intrapreso a seguito di un servizio televisivo sull’ospedale di Avezzano, già contestata da questo sindacato. Avremmo voluto attendere la fine di questa immane tragedia che sta colpendo il nostro territorio per ricercare la verità dei fatti che hanno prodotto in questa provincia un’incontrollabile emergenza sanitaria, ma siamo costretti a fare subito le nostre richieste anche a garanzia di diritti fondamentali, come quello alla salute, ma anche all’informazione e al pensiero. E a ribadire il lungo elenco delle criticità che in questi mesi non hanno trovato soluzione e che vanno, solo per citarne alcune, da una cronica carenza di personale, alla mancata esecuzione periodica di tamponi agli operatori sanitari. Per non parlare del mancato potenziamento delle Usca. Ragioni per le quali chiediamo che venga costituita una commissione d’inchiesta e nelle more chiediamo che vengano inviati dal ministero della Salute organi ispettivi al fine di accertare eventuali responsabilità nella gestione della fase pandemica». Di attacco alla libera informazione e al diritto dei cittadini ad essere informati parla Ezio Cerasi, segretario regionale del Sindacato giornalisti. «È un atto di intimidazione», dice, «che non fermerà il lavoro responsabile e puntuale dei giornalisti nel racconto della gestione sanitaria dell’emergenza Covid in provincia dell’Aquila. Invece di minacciare il direttore Testa utilizzi la comunicazione istituzionale dell’ente che dirige per smentire, rettificare o chiarire i gravi episodi di malasanità saliti anche sulla ribalta delle cronache nazionali». Secondo Luigi D’Eramo (coordinatore regionale Lega) «è profondamente errato sferrare un attacco generico al sistema della stampa, in particolare locale, che con sacrificio, abnegazione e spirito di servizio sta raccontando l’emergenza».

