Ticket della discordia: commercianti contro

24 Aprile 2020

Liberati (Fida) critica le modalità di affidamento. La replica del Comune: «Dichiarazioni fuori contesto»

L’AQUILA. «Disappunto totale» da parte del presidente provinciale Fida Confcommercio, Angelo Liberati, sulle modalità decise dall’assessorato alle politiche sociali del Comune dell’Aquila nell’affidare a Repas l’emissione dei buoni spesa a favore delle famiglie indigenti. «I 368mila euro sono divenuti 300mila», dice Liberati, «e non si comprende perché sia diminuita e non aumentata la somma messa a disposizione dallo Stato, considerato che Consip riconosce una percentuale a chi affida il proprio budget da spendere. Ma facciamo un passo indietro. Il 28 marzo il premier Conte e il ministro delle Finanze Gualtieri hanno stanziato 400 milioni da ripartire tra tutti i Comuni italiani, per far fronte alle esigenze delle persone con difficoltà economiche e finalizzati all’acquisto di alimenti e beni di prima necessità. Tali somme avrebbero dovuto essere gestite dalle amministrazioni comunali. Lo stesso Conte chiedeva la disponibilità da parte dei negozi alimentari tradizionali, supermercati e della distribuzione in genere, preposti al loro ritiro, di ristornare a favore delle famiglie indigenti un ulteriore 10%. I vari marchi della piccola, media e grande distribuzione avevano accolto favorevolmente la proposta del governo, anche se con grande sforzo economico. Ed ecco che la maggior parte dei Comuni si sono adeguati stipulando accordi con gli imprenditori locali del settore. Così non ha fatto il Comune dell’Aquila, che appoggiandosi a Repas ha costretto le attività convenzionate a sborsare commissioni che vanno dal 17% al 20%; denaro che poteva essere ristornato agli stessi utilizzatori per investirli nel territorio. Parliamo di circa 30mila euro. Si comprende bene che, a causa di tale inqualificabile decisione del Comune, non si potranno devolvere a favore dei cittadini in difficoltà le somme previste, altrimenti, a causa dei margini già limitati, si andrebbe in perdita».
«Le dichiarazioni di Liberati, sono fuori contesto». Lo dichiarano il sindaco Pierluigi Biondi, e l’assessore alle Politiche sociali, Francesco Bignotti. «È stato portato avanti», dicono, «un lavoro tra i vari settori dell’ente grazie al quale è stato possibile acquistare 14.910 tagliandi, per l'importo di 300mila euro: per mantenere una più ampia parte di somme destinata ai cittadini il Comune si è fatto carico delle spese relative all’Iva. A seguito delle procedure eseguite dagli uffici comunali è stato possibile beneficiare delle condizioni vantaggiose operate su Consip, con uno sconto del 19,5% sul valore della fornitura: circostanza che ha consentito l'acquisto di buoni per un maggiore valore complessivo, pari 372.840 euro ampliando di fatto il plafond economico messo a disposizione dei cittadini. È risultato in tal modo possibile prevedere la copertura delle richieste pervenute che è passata dai 1.000 nuclei ipotizzabili alla luce dello stanziamento di 300mila euro, ai circa 1.200 nuclei accoglibili, in virtù del maggior numero di buoni spesa ottenuti. La convenzione con cui operano gli operatori economici del settore alimentare per questi coupon è la stessa attivata per i buoni pasto dei circa 500 lavoratori comunali, sottoscritta con l’azienda produttrice e con il Comune. Rispetto alle azioni intraprese per sostenere i bisognosi di sostegno i fondi derivanti dall’ordinanza di protezione civile dei 368mila euro complessivi, 300mila sono stati impegnati sulla linea A, quella dei buoni spesa; i restanti 68mila euro per le spese di prima necessità, a cui possono accedere i cittadini rivolgendosi alla Casa del volontariato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.